lunedì 10 novembre 2008

SUORE RAPITE IN KENYA: RAPITORI CERCAVANO LORO, NON SOLDI.

"Apprensione" in Vaticano e negli ambienti missionari per la sorte delle due anziane suore rapite la scorsa notte in Kenya, dove lavoravano da 25 anni. E cautela sui motivi del rapimento, con l'invito a "evitare illazioni" su una,almeno finora, poco evidente matrice religiosa. In Vaticano "si segue con apprensione" il rapimento delle due suore italiane in Kenya; il Papa è "al corrente" dell'avvenimento; "si spera che la vicenda possa concludersi al più presto e senza danni", ha riferito il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, dopo il sequestro, la scorsa notte, nella fraternità di El-Wak, nel nord-est del Kenya, di suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero, 67 e 61 anni, prelevate da uomini armati che, secondo i confratelli dell'ordine di padre de Foucauld, "non cercavano soldi, ma proprio quelle persone". Intanto il nunzio in Kenya mons. Alain Paul Lebeaupin, attraverso il quale la Santa Sede segue costantemente la vicenda, ha osservato che l'attacco ha comunque interessato altre persone, anche kenyane, in una zona a maggioranza musulmana e questo "sembra far escludere moventi di tipo religioso". "Il fatto che il rapimento sia avvenuto in un ambiente a maggioranza musulmana - ha insistito Lebeaupin - non basta per indicare che si tratti di una questione interreligiosa". Entrambe piemontesi della provincia di Cuneo - suor Caterina Giraudo, per tutti Rinuccia, è originaria di Boves, suor Maria Teresa Oliviero è di Centallo - le anziane religiose, dopo il rapimento, sarebbero state trasferite in Somalia, a Bar Dheera, una località del sud del Paese poco lontana dal confine con il Kenya. Il presidio di El-Wak dei missionari di Charles de Foucauld, dove entrambe lavoravano da 25 anni, è un piccolo centro: "come in tutte le nostre fraternità, - ha spiegato il responsabile don Pino Isoardi - c'è uno stile di condivisione con i poveri e quindi non ci sono grandi strutture: accogliamo malati, anziani, persone che magari sono provate dalla carestia, dalla malnutrizione, però 'in famiglia', non a livello di grandi strutture". Le due suore lavoravano soprattutto con profughi dalla Somalia e suor Giraudo, che è infermiera, con i malati di epilessia. Per la liberazione delle consorelle, il centro di El-Wak ha subito attivato "canali di contatto tramite i clan degli anziani delle tribù locali - ha riferito una consorella - e questi hanno dato assicurazione che faranno il possibile". Il ricorso agli anziani, che può suonare insolito agli occidentali nell'affrontare un rapimento, è invece nello stile dei missionari del presidio di El-Wak: l'"auspicio - ha spiegato don Isoardi alla Radio vaticana - è che gli anziani, che comunque hanno un'autorevolezza in quei luoghi, riescano a contattare queste persone, in qualche modo, e a trattare". "Nonostante le molte voci in circolazione - spiega intanto una consorella alla Misna - non sappiamo ancora chi abbia rapito suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero. Nessuno si è fatto avanti, ha telefonato o rivendicato il sequestro. E non sapendo chi le ha prese diventa difficile dire il perché".

Fonte(Ansa)

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