Una palazzina di due piani è crollata questa mattina nel territorio tra Grottaferrata e Vermicino in provincia di Roma. Due le vittime estratte dalle macerie dai vigili del fuoco. Prima è stato estratto il corpo di una donna di 78 anni. Poi quello del marito, di 82 anni."La dinamica e la dimensione del crollo fa pensare che a provocare l'esplosione sia stata una fuga di gas anche piuttosto diffusa". E' quanto ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Roma, Guido Parisi accorso immediatamente a Grottaferrata, al fianco dei suoi uomini non appena giunta la chiamata di soccorso al 115. "Il crollo - ha spiegato Parisi - è stato totale e non c'é stato alcun principio di incendio". I soccorritori, che hanno scavato per oltre due a mani nude nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo, stanno concludendo l'intervento. "Tecnicamente non abbiamo ancora interrotto le ricerche - ha spiegato Parisi - perché nonostante siamo stati informati che la badante dei due anziani non fosse in casa, non possiamo escludere che possa esserci qualcun altro di cui non si ha notizia". "Per questo - ha concluso Parisi - stiamo facendo in maniera cautelativa un giro completo di tutta la zona per essere certi". Sulla precisa dinamica dell'esplosione partiranno immediatamente le verifiche da parte della task force scientifica dei vigili del fuoco.
Fonte(Ansa)
domenica 9 novembre 2008
INCIDENTE A SOMMERGIBILE NUCLEARE RUSSO, VENTI MORTI.
Sono sei marinai e 14 civili le vittime dell'incidente occorso a un sottomarino nucleare russo in costruzione che stava effettuando un viaggio di prova nel Mar del Giappone: lo ha detto all'agenzia Interfax il portavoce del comitato investigativo Vladimir Markin. Markin ha confermato che la causa della strage è stata la fuoriuscita di gas freon, e ha precisato che 22 persone tra operai e marinai sono rimaste intossicate a livello più o meno grave. Il sottomarino era partito dalla base navale di Bolshoi Kamen, sul Pacifico.Il Nerpa (K-152, progetto 971), un sottomarino d'attacco a propulsione nucleare costruito nei cantieri navali dell'Amur, nell'estremo oriente russo, aveva a bordo ingegneri ed operai dei cantieri. I test, che avevano avuto ampia eco sulla stampa, erano cominciati a fine ottobre e il Nerpa all'inizio di novembre aveva effettuato la sua prima immersione. Equipaggiato con un propulsore nucleare, lo Shuka-B può raggiungere la velocità di 30 nodi in immersione, con una autonomia di 100 giorni, e può scendere fino a 600 metri di profondità. Il suo equipaggio è composto di norma da 73 persone.Le autorità russe hanno assicurato in nottata che il sommergibile non ha subito danni e non vi è stata una fuga radioattiva. "L'incidente è stato provocato dall'attivazione accidentale del sistema anti-incendio", ha precisato il portavoce, citato dall'agenzia russa Ria Novosti online, senza fornire altri particolari sulla dinamica dell'incidente.LA TRAGEDIA DEL KURSK Tra i tanti incidenti mortali nei quali è stata coinvolta la marina militare russa la tragedia più grave degli ultimi anni è quella del sottomarino nucleare Kursk e dei suoi 118 morti, che ripropose in modo drammatico il problema della sicurezza delle forze armate post-sovietiche. Il moderno sottomarino nucleare Kursk, varato a metà degli anni '90 e orgoglio della flotta del Nord, colo' a picco il 12 agosto 2000 nella acque del Mar di Barents durante una sessione di manovre. I vertici militari rifiutarono inizialmente eventuali aiuti stranieri, mentre Vladimir Putin - al suo primo anno di presidenza - restò tranquillamente in vacanza a Soci sul Mar Nero. Alla fine il bilancio fu di 118 morti. Perì l'intero equipaggio. Secondo i risultati dell'inchiesta ufficiale, la sciagura fu causata dall'esplosione di un siluro di bordo, anche se l'ipotesi di uno speronamento involontario da parte di un sommergibile spia americano, ventilata in origine dai comandi russi, è rispuntata a più riprese. Secondo l'inchiesta ufficiale la maggioranza degli marinai morirono all'istante, salvo una trentina di uomini sopravvissuti nel compartimento di poppa e protagonisti di un'agonia di alcune ore, testimoniata dai commoventi biglietti di addio ritrovati più tardi durante le complesse operazioni di recupero del relitto.
Fonte(Ansa)
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TANZANIA, QUATTRO ITALIANI MORTI IN INCIDENTE AEREO.
Sono venete due delle quattro vittime a bordo del velivolo che si è schiantato a terra, ieri mattina, in Tanzania. Si tratta di Claudio Zornitta e della moglie Paola che erano a bordo del Cessna 206 in volo sul Kilimangiaro. Lo si è appreso da fonti ufficiali a Belluno. Erano a bordo del velivolo assieme ad un dentista molto noto a Bolzano, Franco Tamiazzo, e sua moglie Stefania. L'identità delle due vittime altoatesine era già stata resa nota ieri sera, quando si era appreso dell'incidente. Zornitta era uno stretto collaboratore di Tamiazzo.I quattro turisti italiani si sarebbero schiantati con il piccolo Cessna 206 a sei posti a 4.300 metri di altezza sul Kilimanjaro, sulla vetta di Mawenzi. L'incidente e' avvenuto ieri intorno alle 11:00 locali (le 09:00 italiane). Il piccolo velivolo sembra fosse decollato da una pista sulle colline di Kyuli, non lontano da Nairobi, per quella che doveva essere una breve escursione per ammirare dall'alto il Kilimanjaro, la piu' alta montagna dell'Africa. La notizia e' stata fornita da alcune fonti televisive keniane, e quindi confermata dalle autorita' di polizia locale. Non sono chiare, al momento, le cause dell'incidente, ma sono stati avviati tutti gli accertamenti del caso. Il pilota del Cessna, a quanto pare un keniano, e' sopravvissuto, ed e' ricoverato in condizioni molto gravi presso l'ospedale di Moshi, piccola localita' ai piedi della montagna. Nell'obitorio dello stesso ospedale sono state composte le quattro salme dei turisti italiani. I quattro avevano trascorso un periodo di vacanze in Kenya, e sembra che proprio ieri sarebbero dovuti rientrare. Un contrattempo ha fatto rinviare la partenza, di qui la decisione di affittare il velivolo per l'escursione sul Kilimanjaro. Tomiazzo e la moglie erano appassionati di viaggi in localita' esotiche e il dentista era un esperto documentarista. Aveva al suo attivo numerosi reportage che erano stati spesso trasmessi su reti televisive, anche nazionali. La sua passione era tale che -rendono noto fonti a lui vicine- aveva anche allestito nella sua abitazione uno studio per realizzare a livello professionale i suoi reportage.
Fonte(Ansa)
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giovedì 6 novembre 2008
RESISTE A SCIPPO, E' GRAVE. PRESI DUE MINORENNI.
Hanno 15 e 17 anni e sono accusati di tentata rapina aggravata due giovani fermati questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. I due minori sono ritenuti essere gli autori di uno scippo ai danni di una donna di 27 anni di Capaccio Scalo (Salerno) ora ricoverata in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell'ospedale Loreto Mare di Napoli.Lo scippo è avvenuto in piazza Dante quando i due (uno dei quali, il quindicenne, ha precedenti specifici), in sella ad un ciclomotore per impossessarsi della borsa hanno scaraventato la donna a terra la quale, cadendo, ha battuto violentemente la testa. Durante le verifiche nelle abitazioni e nei luoghi solitamente frequentati da soggetti dediti alla commissione di tali reati i carabinieri hanno individuato i due minorenni, entrambi dei quartieri spagnoli, rinvenendo e sottoponendo a sequestro il ciclomotore usato per commettere il reato. I due minori sono stati riconosciuti dalla sorella della vittima e un amico che erano presenti al momento dello scippo.
I medici non sono ancora in grado di sciogliere la prognosi per la studentessa ma sono soddisfatti della risposta della paziente alle cure. Il quadro clinico - la giovane ha riportato una frattura al cranio e un ematoma cerebrale, rimosso con una delicata operazione - resta complesso, ma in questo momento la paziente non appare in pericolo di vita. Il primario del reparto di rianimazione, Maurizio Postiglione, e la direttrice sanitaria dell'ospedale, Maria Corvino, hanno incontrato brevemente i giornalisti. Postiglione ha spiegato che la giovane sta uscendo gradualmente dalla sedazione farmacologica praticata dopo l'intervento, e che si assiste a una sua ''risposta positiva, sia dal punto di vista clinico che strumentale''.
Fonte(Ansa)
I medici non sono ancora in grado di sciogliere la prognosi per la studentessa ma sono soddisfatti della risposta della paziente alle cure. Il quadro clinico - la giovane ha riportato una frattura al cranio e un ematoma cerebrale, rimosso con una delicata operazione - resta complesso, ma in questo momento la paziente non appare in pericolo di vita. Il primario del reparto di rianimazione, Maurizio Postiglione, e la direttrice sanitaria dell'ospedale, Maria Corvino, hanno incontrato brevemente i giornalisti. Postiglione ha spiegato che la giovane sta uscendo gradualmente dalla sedazione farmacologica praticata dopo l'intervento, e che si assiste a una sua ''risposta positiva, sia dal punto di vista clinico che strumentale''.
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