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lunedì 18 maggio 2009

OCSE: ITALIA 23/A PER SALARI, TRA I PIU' BASSI D'EUROPA.

La busta paga degli italiani è tra le più leggere tra quelle non solo dei grandi Paesi industrializzati ma anche nell'eterogeneo mondo dei Paesi Ocse. Sui trenta paesi che fanno riferimento all'organizzazione di Parigi, l'Italia, con un salario medio annuo netto di 21.374 dollari si colloca al 23/o posto. Davanti, in termini di salari, ci sono non solo Gran Bretagna, Giappone, Stati Uniti, Germania, Francia ma tutti i Paesi europei, fatta eccezione del Portogallo e dei paesi dell'Allargamento. Mediamente dunque il salario medio di un italiano non arriva a 16.000 euro l'anno, poco più di 1.300 euro al mese. I dati sono contenuti nel Rapporto dell'Ocse sulla tassazione dei salari, aggiornato al 2008 e appena pubblicato dalla stessa organizzazione di Parigi. L'Italia non 'schioda' dalla coda della classifica dei salari: anche lo scorso anno era infatti al ventitreesimo posto, considerati gli stessi parametri di confronto. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sottolinea: "I bassi salari italiani sono stati causati dalla vecchia contrattazione collettiva centralizzata, che ora le parti sociali, d'accordo con il governo, hanno dovuto cambiare". Quanto alla pressione fiscale, che incide sugli stipendi italiani, Sacconi ha fatto presente che ci sono novità anche in questa direzione, come "la tassazione agevolata al 10%" per tutta la parte di salario legata alla produttività "che viene decisa in sede aziendale". Gli italiani nel 2008 hanno guadagnato mediamente il 17% in meno della media Ocse. Salari penalizzati anche se il raffronto viene fatto con la Ue a 15 (27.793 di media) e con la Ue a 19 (24.552). I dati si riferiscono al salario netto medio di un lavoratore single senza carichi di famiglia. E' espresso in dollari e a parità di potere d'acquisto, includendo cioé la dinamica dei prezzi interna a ciascun Paese. L'Italia riesce a scalare una posizione, e collocarsi dunque al 22/o posto se si considera il salario al lordo. A pesare negativamente sulle buste paga degli italiani è anche il cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore. Il peso di tasse e contributi, sempre per un lavoratore dal salario medio, single senza carichi di famiglia, è del 46,5%. In questa classifica l'Italia risulta infatti al sesto posto tra i trenta paesi Ocse. Più leggero è il drenaggio di imposte e versamenti contributivi se si esamina il caso di un lavoratore, sempre con un salario medio ma sposato e con due figli a carico. In questo caso il cuneo e al 36% e l'Italia scivola qualche posizione sotto collocandosi all'undicesimo posto nell'Ocse (partendo sempre dai Paesi dove massimo è il peso fiscale sulle buste paga). Tornando alla classifica sui salari, infatti, facendo un po' di conti, un italiano in un anno guadagna mediamente il 44% in meno di un inglese, il 32% in meno di un irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 18% in meno di un francese. Solo sette i Paesi con salari inferiori: Portogallo, Repubblica Ceca, Turchia, Polonia, Repubblica Slovacca, Ungheria e Messico, fanalino di coda e unico Paese nell'Ocse, quello americano, dove il salario netto annuale non arriva neanche e a 10.000 dollari l'anno. Per il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini "i dati non sorprendono e serve una riforma fiscale". Sulla stessa linea d'onda l'associazione dei consumatori Codacons: "sui salari degli italiani pesa il caro-vita e per questo è necessaria "una detassazione degli stipendi". Per il responsabile economico del Pd Cesare Damiano "i dati Ocse testimoniano che le retribuzioni nette dei lavoratori italiani sono ben al disotto della media dei 30 paesi più industrializzati. Questo dimostra quanto sarebbe necessario un intervento del governo, con risorse fresche e aggiuntive per potenziare il potere d'acquisto delle retribuzione e delle pensioni". Se Paolo Ferrero del Prc parla di "dati scioccanti", Daniele Capezzone del Pdl rileva: "Il governo Berlusconi sta facendo i conti con una fase delicata a livello internazionale, e, ciononostante, non ha messo le mani nelle tasche degli italiani".
Fonte(Ansa)

giovedì 7 maggio 2009

BCE: TAGLIA TASSI DI UN QUARTO DI PUNTO, ALL'1%.

La Banca centrale europea ha tagliato di un quarto di punto il tasso di riferimento, portandolo all'1%. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell'istituto centrale a Francoforte.L'Eurotower ha lasciato invariato il tasso sui depositi, allo 0,25%, e ha tagliato di mezzo punto quello marginale, portandolo dal 2,25% al 1,75%. Il taglio deciso oggi porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. La decisione era ampiamente attesa dal mercato. Il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell'Eurozona si attesta sull'1%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra 0 e 0,25%.TRICHET, LIVELLO DEI TASSI NON AL MINIMO POSSIBILE - "Non abbiamo deciso oggi che l'attuale livello dei tassi sia il minimo possibile", anche se al momento i tassi "sono appropriati". Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. Il consiglio della Bce ha deciso di allungare a 12 mesi le operazioni di rifinanziamento alle banche. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet.
Fonte(Ansa)

giovedì 15 gennaio 2009

BCE TAGLIA I TASSI DI MEZZO PUNTO AL 2%, AL MINIMO STORICO.

I tassi di interesse di Eurolandia, che la Bce ha tagliato al 2%, scenderanno ancora già a marzo e si preparano a bruciare il record del 2003. Ma, nonostante la recessione in peggioramento, la Banca centrale europea non si appresta a seguire la Fed portandoli allo zero, per tenersi alla larga dalla "trappola della liquidità". Al consiglio direttivo la Bce ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto riportando le lancette dei tassi indietro al minimo record segnato nel giugno 2003. Una decisione "unanime" del board, come ha spiegato Trichet, oltre che attesa dai mercati. Ma la riduzione di oggi, la quarta consecutiva da ottobre (-2,25 punti percentuali in tutto) sarà presto seguita da nuovi tagli: "non abbiamo detto che il 2% sia il limite minimo e che non andremo oltre", ha anticipato Trichet. Il minimo record toccato quasi sei anni fa si appresta ad essere bruciato: era una soglia coerente con la Bce immaginata dai suoi "Padri Fondatori", ha spiegato Trichet. Oggi può essere abbattuta visto che la crisi attuale non si era mai vista nell'era dell'Euro. Per trovare qualcosa di simile bisogna risalire agli anni Trenta. L'economia di Eurolandia - ha spiegato il banchiere francese - è alle prese con un "forte rallentamento" che rischia di "durare a lungo". Del resto anche il Fondo monetario internazionale ha detto oggi di attendersi un "ulteriore peggioramento della crisi in atto" in Europa, nell'ambito di una "recessione globale prolungata e che si sta intensificando". Basti pensare che l'inizio del 2009 ha accolto Eurolandia con due tegole come l'entrata in recessione della Germania e la caduta della fiducia dei consumatori europei a minimi record. Se le proiezioni degli economisti interni della Bce, a dicembre, puntavano su una crescita intorno all'1,4% nel 2009, ad appena un mese di distanza da quelle previsioni sono già da rifare. Le nuove 'staff projections' verranno presentate al consiglio Bce del 5 marzo, che si delinea quindi come il più probabile per un nuovo colpo di forbice sui tassi da parte dell'Eurotower, alla luce anche del Pil di Eurolandia del quarto trimestre in arrivo a metà febbraio. Del resto essendo il board di oggi slittato a causa delle festività, "la decisione (sui tassi, ndr) di febbraio è soltanto fra tre settimane", e "la consideriamo non rilevante per la politica monetaria", ha detto Trichet. A meno che non emergano, nel frattempo, brutte sorprese: "siamo pronti a fare il nostro dovere in qualsiasi momento", ha avvertito Trichet. Dipenderà anche dall'andamento dell'inflazione. Il calo degli ultimi mesi è stato "impressionante" - ha detto Trichet riferendosi in particolare al crollo a dicembre all'1,6% - e nei prossimi mesi "sulla base delle ultime indicazioni, avremo un'inflazione eccezionalmente bassa". Per molti economisti épossibile un tuffo dell'indice dei prezzi al consumo sotto lo zero verso giugno, per poi rimbalzare visto che rientrerà l'effetto-base favorevole dato dal confronto annuale dei prezzi petroliferi. Da qui a giugno la Bce potrebbe quindi portare i tassi anche sotto l'1%. Ma senza avvicinarsi troppo allo zero, per non cadere nella trappola della liquidità, la situazione descritta da Keynes in cui i tassi sono così bassi che si preferisce tenere i soldi anziché investirli, e che rischia di peggiorare la recessione. Trichet la identifica come una situazione di "tassi molto, molto bassi", e da cui "una volta che ci sei entrato, è straordinariamente difficile uscire".BANKITALIA: PIL 2009 -2%Bankitalia vede nero per il 2009. Il pil italiano, secondo Via Nazionale, calera' quest'anno del 2% confermando una recessione dura e duratura per l'anno appena iniziato. Un livello non stimato finora neanche dai più pessimisti previsori, ma, avverte Palazzo Koch, il dato di ieri sul crollo della produzione industriale a novembre (-12%) ha modificato il quadro congiunturale, che, come ammette la stessa banca centrale, resta fondamentalmente incerto. Dopo la forte contrazione della scorsa estate, si legge nel Bollettino, l'indice della produzione corretto per il numero di giornate lavorative e per la stagionalità, sarebbe caduto ancor più pesantemente nel quarto trimestre, di circa il 6%; nella media del 2008 il calo sarebbe stato intorno al 4%. Si tratterebbe - spiega Bankitalia - di uno dei peggiori risultati dal dopoguerra; l'intensità del calo è sin qui simile a quella registrata nella crisi del 1974-75 in cui, dopo un anno e mezzo, la contrazione dell'attività superò cumulativamente il 20%. Il dato sul calo del pil arriva nelle mani del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mentre è in conferenza stampa: "E' allora? - dice - Vuol dire che torniamo come nel 2005-2006. E' così grave? Non mi sembra il Medioevo". Ma la situazione internazionale e la crisi globale sono davvero di portata storica, sottolinea il ministro: "troppi non hanno capito la criticità in atto nel mondo. Guardano il dito e non il cielo". Poco prima Tremonti aveva definito "esercizi congetturali" l'elaborazione delle stime di crescita ritenendo comunque "dati realistici" quelli diffusi da Bankitalia subito dopo. Prevedere l'andamento dell'economia in questo momento, ha detto, è "un mestiere da astrologi".Oltre all'industria, le cause di questo andamento negativo individuate dalla Banca d'Italia sono la caduta della domanda interna, un rallentamento dei salari quest'anno dopo un ultimo periodo più positivo e un freno consistente dell'export (-5% la stima per il 2009). "Una fase ciclica eccezionalmente avversa" la definisce l'istituto guidato da Mario Draghi, a cui si può fare fronte con "ogni possibile iniziativa per attenuare e abbreviare la recessione". A patto però che così facendo non venga "compromessa la sostenibilità nel medio e lungo periodo delle finanze pubbliche. Questa poggia in ultima analisi - avverte Bankitalia - sulla prospettiva di riattivare il processo di crescita dell'economia". E' necessario intervenire subito, e Bankitalia riconosce che "anche in Italia sono state predisposte misure in grado di evitare la paralisi dei mercati finanziari", perché la dinamica "del prodotto potrebbe essere ancora più negativa se prendessero corpo i rischi di un ulteriore indebolimento dell'economia mondiale". Del resto la stessa banca centrale italiana ha visto mutare lo scenario in sei mesi con una previsione che passa da un +0,4% di luglio ad un severo -2%. L'analisi di Bankitalia pone l'accento anche sulla situazione generale delle famiglie italiane. "Tenendo conto anche dell'erosione monetaria delle attività finanziarie nette riconducibili all'aumento dell'inflazione, il reddito disponibile reale si sarebbe ridotto". Non roseo neanche il quadro sulle imprese, in specie le Pmi: "Il credito bancario cresce a tassi ancora sostenuti ma è in rallentamento, riflettendo una domanda di finanziamenti da parte di imprese e famiglie resa più prudente dalla recessione", una decelerazione peraltro più intensa per le Pmi. Si registra inoltre un inasprimento da parte delle banche dei criteri adottati per l'erogazione dei prestiti alle imprese.

Fonte(Ansa)

giovedì 27 novembre 2008

BONUS DA 200 A 1.000 EURO, TETTO VA VERSO 22 MILA.

Una riunione molto costruttiva e positiva. Così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, secondo quanto si apprende, avrebbe valutato l'incontro con i ministri di quasi tre ore che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi per discutere delle misure per famiglie e imprese che domani saranno varate dal consiglio dei ministri. Almeno tre figli a carico e al massimo un reddito complessivo per l'intero nucleo familiare di 22.000 euro. Il bonus più sostanzioso, quello da 1.000 euro, secondo l'ultima versione della misura sul tavolo del governo, prevede oltre al tetto di reddito un numero minimo di componenti del nucleo, pari a 5. Una coppia con un reddito di 17.000 euro prenderà un contributo di 300 euro, se il nucleo sale a 3 componenti il bonus salirà a 450 euro. Un nucleo di 4 persone prenderà 600 euro ma in questo caso il reddito dovrà essere al massimo di 20.000 euro l'anno. Per i pensionati il contributo guarda anche agli anziani soli ai quali, se sotto i 15.000 euro, arriveranno 200 euro. Sarebbero queste le indicazioni contenute nella bozza della misura che domani sarà contenuta nel decreto anti-crisi all'attenzione del Consiglio dei Ministri.

Fonte(Ansa)

mercoledì 15 ottobre 2008

G8: AZIONE CONGIUNTA E SUMMIT. BORSE A PICCO.

I leader del G8 si sono impegnati ad una azione congiunta per combattere la crisi finanziaria ed hanno concordato di incontrarsi "in un futuro vicino".Una dichiarazione congiunta del leader del G8, diffusa dalla Casa Bianca, riafferma che i paesi membri "sono uniti nell'impegno di far fronte alla nostra condivisa responsabilità per risolvere la crisi, rafforzare le nostre istituzioni finanziarie, restituire fiducia nel sistema finanziario".

Seduta da dimenticare per Piazza Affari. L'indice Mibtel ha chiuso in calo del 4,95% a 16.840 punti, lo S&P/Mib ha ceduto il 5,33% a 22.221 punti mentre l'All Stars è scivolato del 2,88% a 9.425 punti.Seduta nera anche per le altre borse europee che mettono così fine ai rialzi dei due giorni scorsi seguiti al piano anticrisi dei governi mondiali. L'indice paneuropeo DjStoxx 600 ha chiuso in calo del 6,4% dopo le forti perdite registrate da Londra (-7%), Parigi (-6,8%) e Francoforte (-6,5%).E' di 353 miliardi il conto che la paura della recessione globale ha presentato ai listini europei. BOZZA UE, IMPEGNO A EVITARE CRAC BANCHE - Il Consiglio europeo conferma "l'impegno di adottare in tutte le circostanze i mezzi necessari per preservare la stabilità del sistema finanziario, appoggiare le istituzioni finanziarie importanti, evitare i fallimenti e garantire la protezione dei depositi dei risparmiatori": è quanto si legge nella bozza in entrata delle conclusioni del Consiglio Ue dei capi di Stato e di governo in corso a Bruxelles.Il Consiglio europeo sottolinea come "andare avanti con le riforme strutturali è più che mai importante per contribuire al ritorno della crescita e al miglioramento dell'occupazioni in Europa": è quanto si legge nella bozza.E' più che mai necessario "rafforzare la vigilanza sul settore finanziario europeo, soprattutto per quanto riguarda i gruppi transnazionali". Nella bozza si sottolinea anche la necessità di "un'adozione veloce di norme Ue per un maggiore controllo delle agenzie di rating"."Il Consiglio europeo conferma la propria determinazione a mantenere gli impegni ambiziosi che ha preso in materia di politica del clima ed energetica. In questo contesto riafferma l'obiettivo di arrivare in dicembre, in stretta associazione con il parlamento europeo, ad un accordo sulle quattro proposte legislative della Commissione": è quanto si legge nell'ultima versione delle conclusioni sul tavolo dei capi di Stato e di governo della Ue, di cui l'ANSA ha copia.BERNANKE, RIPRESA NON SARA' IMMEDIATA - La ripresa negli Stati Uniti non sarà "immediata", ma l'economia uscirà "rafforzata" dalla crisi. Lo ha detto il presidente della Fed Ben Bernanke."La stabilizzazione dei mercati finanziari è una prima tappa cruciale e anche se questo avverrà come speriamo, la ripresa dell'attività economica generale non sarà immediata", ha spiegato Bernanke parlando all'Economic Club di New York, aggiungendo che "l'attività economica aveva già rallentato prima dell'ultima intensificazione della crisi". "L'evoluzione dell'attività economica nei prossimi trimestri dipenderà fondamentalmente dal ritorno dei mercati finanziari e dal mercato del credito ad un funzionamento più normale", ha detto Bernanke, secondo il quale "ci vorrà un po' di lo scongelamento del mercato del credito". "Molto resta da fare e nuove difficoltà sorgeranno sicuramente davanti a noi, ma io sono sicuro che l'economia americana, con la sua grande vitalità intrinseca e grazie alle misure d'aiuto che sono state prese, uscirà più forte da questo periodo", ha concluso Bernanke secondo il quale il calo del prezzo del petrolio farà tornare l'inflazione a livelli "più compatibili con la stabilità dei prezzi".NEW YORK; IN CADUTA LIBERA, IL RIMBALZO E' UN RICORDO - Ad appena due giorni dal maxirimbalzo delle Borse di tutto il mondo, compresa quella statunitense, a New York si torna a respirare aria di profonda crisi e di conseguenza il mercato azionario va ancora una volta a rotoli, con il Dow Jones sceso sotto i novemila punti. La ripresa dei corsi azionari di lunedì 13 ottobre in effetti aveva illuso un po' tutti sulle potenzialità degli interventi a sostegno del settore bancario concertati in Europa e sull' ingresso del Tesoro statunitense nel capitale di alcune fra le maggiori banche. L' illusione è durata così appena 24 ore e già ieri la borsa statunitense era in difficoltà, fino a franare appunto oggi. L' impressione è che la stabilità ed il corretto funzionamento dei mercati finanziari non possa essere assicurata dal dirigismo statale, anche quando questo tipo di intervento si é reso inevitabile a causa dello spessore senza precedenti della crisi. Oltre a questo, l' attenzione è ormai rivolta all' economia reale e da questo punto di vista non c'é alcun elemento che possa rassicurare la Borsa. Oggi a New York fra l' altro vanno giù i petroliferi, con Exxon Mobil e Chevron che lasciano sul terreno il 9% e l' indice di settore in ritirata del 6,8%. A pesare è il fatto che i futures sul petrolio sono scesi sotto 75 dollari e questo è destinato a pesare sui bilanci delle aziende. Per il resto, la retromarcia vistosa del petrolio è forse l' unica buona notizia che sia arrivata negli ultimi mesi sul versante macroeconomico. I finanziari sono ancora una volta in difficoltà, con Citigroup che perde 1,33 dollari, a 17,29 dollari; Morgan Stanley è in calo di 2,79 dollari, a 18,88. La 'colpa' in questo caso sarebbe della ormai ben nota Meredith Whitney, l' analista di Oppenheimer che si è detta cauta sulle prospettive del settore, pur alla luce dell' intervento massiccio del Governo. In controtendenza peraltro è JPMorgan, +1,2% a 41,18 dollari dopo che la trimestrale è stata migliore delle attese di alcuni analisti. Fra i tecnologici, bene Intel, +0,2% a 15,96 dollari alla luce delle indicazioni rassicuranti sulle vendite. Nello stesso settore informatico Dell cede invece il 3,8% a 13,55 dollari. Nel comparto Internet EBay perde il 5,5% a 16,77 dollari in vista della trimestrale prevista per il dopoBorsa. Fra le società che invece hanno diffuso i conti oggi, il mercato premia Coca-Cola, +6% a 46,37 dollari in quanto l' utile é stato nettamente migliore delle attese. In conclusione, il mercato azionario torna a tremare in vista della recessione più che probabile. A sentire Nouriel Rubini, l' economista che è stato uno dei pochissimi due anni fa ad ipotizzare il grande crollo, si tratterebbe della recessione più profonda da 40 anni a questa parte. Attorno alle 18.30 ora italiana il Dow Jones segna -3,99% a 8.939,91 punti, lo S&P 500 -4,85% a 949,62 ed il Nasdaq -3,79% a 1.711,64.BRUXELLES: GARANZIA DEPOSITI A 100 MILA EURO - La commissione europea ha proposto di aumentare la soglia minima di garanzia dei depositi bancari dagli attuali 20 mila euro ad almeno 50 mila euro subito e, dopo un anno, a 100 mila euro. La proposta dell'esecutivo europeo recepisce così l'indicazione di aumentare la garanzia sui depositi bancari data la settimana scorsa dall'Ecofin.ASIA INCERTA, TOKYO TIENE - Dopo il rialzo record (+14,15%) segnato ieri, la Borsa di Tokyo chiude gli scambi odierni in territorio positivo a +1,06%, recuperando dal -1,44% registrato a metà seduta. Il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, si porta a 9.547,47 punti, 99,90 in più della chiusura di ieri. L'indice giapponese aveva aperto in ribasso, cosi' come e' accaduto a Singapore (-1,92%) e Hong Kong (-1,33%).Le Borse asiatiche dimenticano il rialzo record messo a segno alla vigilia e tornano ad essere incerte a un giorno dall'ingresso del Governo Usa nel capitale di nove colossi bancari di Wall Street. A differenza di Tokyo, dove ha regnato la volatilità con gli indici che alla fine hanno chiuso in rialzo dell'1 per cento, i principali indici dei mercati del "Far East" hanno chiuso tutti con il segno meno (indice Msci Asia Pacifico -1%), lasciando così intravedere un avvio di seduta debole anche per i mercati europei. Sui titoli delle principali società hanno pesato inoltre le revisioni al ribasso, comunicate da alcuni gruppi, delle stime sull'andamento dell'esercizio in corso. Ad esempio nel settore delle materie prime ha perso quota il gigante Posco (-5%) sull'annuncio che nel quarto trimestre il gruppo assisterà ad una frenata della domanda a causa della crisi in atto sui mercati internazionali. In flessione anche Bhp Billiton (-3,4%) in scia al nuovo rallentamento delle quotazioni del petrolio nelle contrattazioni notturne sotto i 78 dollari al barile. Male poi i tecnologici con Samsung che ha lasciato sul terreno più di 2 punti percentuali dopo che il principale produttore di chip giapponese, Elpida memory (-14%), ha presentato dei conti in rosso. Sottotono anche i produttori automobilistici con Yamaha (-9%) e Mazda (-9,2%).

Fonte(Ansa)

lunedì 13 ottobre 2008

BORSE: BOOM IN EUROPA, WALL STREET VOLA.

Apertura in forte rialzo per la borsa di New York: il Dow Jones guadagna il 2,78%, lo Standard & Poor's il 2,45% e il Nasdaq il 5,16%.PIANO EUROGRUPPO: BORSE EUROPA VOLANOIl piano anti crisi varato dall'Unione Europa riaccende la fiducia degli investitori sui listini del Vecchio Continente, reduci dalla settimana più nera della storia dei mercati finanziari. E le Borse europee, in scia alla chiusura in forte recupero dei mercati asiatici con Hong Kong (+10%) e Sidney (+5%) - mentre Tokyo era chiusa per festività - si avvicinano in volata al giro di boa con guadagni del 6% per cento. A guidare i rialzi è Piazza Affari che, dopo una raffica di sospensioni al rialzo di titoli del calibro di UniCredit (+4,6%) e Fiat (+10%), vede ora lo S&P/Mib recuperare ben 7,4 punti percentuali. A un passo da Piazza Affari, Parigi (+6,3%), Londra (+4,8%) e Francoforte (+6,4%). A ridare fiducia alle borse è l'accordo siglato nel fine settimana dall'Eurogruppo a Parigi che prevede che i quindici Paesi della zona euro garantiscano i prestiti interbancari e la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà. L'accordo è comunque flessibile, ovvero ogni Paese deciderà in concreto come porre in atto queste garanzie. "L'obiettivo dei leader europei di riportare fiducia sui mercati è stato raggiunto", ha commentato un operatore, sottolineando come "il piano anticrisi dà un minimo di garanzie e adesso stiamo registrando un buon rimbalzo". Sotto i riflettori degli investitori ci sono proprio i titoli bancari, principali vittime della crisi scatenata più di un anno fa dalla tempesta dei mutui 'subprime'. In forte recupero a Londra Barclays (+6,7%), che ha annunciato un aumento di capitale senza dover ricorre alle misure di sostegno approvate dal governo. Contro corrente invece RbS (-25%) e Hbos (-28%) in vista del piano di salvataggio pubblico da 37 miliardi. A Francoforte spiccano invece Hypo Re (+36%) e Commerzbank (+18,5%). Denaro anche sui petroliferi sulla spinta del greggio tornato nella notte sopra la soglia degli 81 dollari al barile. Ne beneficiano nella City Bhp Billiton, che balza di 7 punti percentuali, e Rio Tinto che vola oltre l'8,5 per cento. Bene a Parigi Total (+6,7%) e Royal Dutch Shell (+6%).PECHINO - I mercati asiatici hanno reagito positivamente alle misure per il salvataggio delle banche in difficoltà annunciate nel fine settimana da Stati Uniti ed Europa. La Borsa di Hong Kong ha fatto registrare una spettacolare crescita del 10,2 per cento, recuperando le perdite del "venerdì nero" della scorsa settimana. Si tratta della giornata più positiva per la seconda Borsa dell' Asia (dopo Tokyo, che oggi è rimasta chiusa per festività).Ma il rialzo ha interessato anche Sidney (+5,6), oltre a Seul (+2,5) e Singapore (+1,75). L'attesa è forte per l'apertura della seduta di domani a Tokyo, dove l'indice Nikkei ha subito la scorsa settimana la perdita record del 24 per cento. Fanno eccezione al trend positivo di oggi la Borsa di Shanghai, che ha aperto con un ribasso del 2,5 per cento e quella di Taiwan, che sta perdendo il 2,85 per cento. La Borsa di Shanghai, secondo gli analisti, risponde più alle sollecitazioni interne che all'andamento dei mercati internazionali.

Fonte(Ansa)

venerdì 10 ottobre 2008

Venerdì nero a Piazza Affari.

Venerdì nero a Piazza Affari.
Venerdì nero, anzi nerissimo per le Borse europee. Condizionate dai nuovi tonfi di Wall Street (-7%) e Tokyo (-9%), Londra e Francoforte sono arrivate a cedere il 10%. A anche a Milano i cali sono da puro brivido. Siamo ormai ai minimi del 2003. Gli sforzi delle autorità mondiali non sembrano infatti in grado di disperdere i timori di una recessione globale innescata dalla crisi finanziaria. Berlusconi invita gli investitori a non farsi prendere dal panico e a non vendere. L'Fmi però anche ieri ha lanciato un nuovo allarme globale: "Siamo sull'orlo di una recessione mondiale. E la Bce ha avvisato: "La crisi avrà delle ricadute sull'economia reale"
10.00 - Unicredit affonda con gli altri bancariUnicredit sprofonda a Piazza Affari in calo del 12,27% a 2,34 euro. Il titolo ha già dovuto affrontare una sospensione per eccesso di ribasso in avvio di seduta quando lo scostamento sul prezzo di controllo era tale da impedirle l'accesso alle contrattazioni. Pesanti tutti i bancari con Intesa Sanpaolo che lascia l'11,31% e Mps il 5,26%. Nella debacle generalizzata contiene il calo Mediobanca che cede il 2,88%.
09.44 - Piazza Affari molla le redini Indici in caduta libera. Il Mibtel cede l'8% a 15.198 punti e l'SP/Mib l'8,80%. Sono tornati agli scambi molti dei titoli sospesi per eccesso di ribasso sul controllo in avvio di seduta. Tra i peggiori del listino Unicredit che cede il 10,86% e Intesa Sanpaolo che perde il 10,90%. Telecom sprofonda a 0,74 euro (-9,97%) e Fiat a 6,4 euro (-7,99%). Eni si lascia travolgere dalle vendite e cede l'8,27%.09.20 - Raffiche di sospensioni a Piazza AffariSospesi dalla seduta ancor prima di iniziare. Sul listino milanese, e in particolare tra i titoli che compongono il paniere dell'SP/Mib, sono 17 i titoli che non riescono a fare prezzo per eccesso di ribasso. Tra i pochi titoli scambiati Enel cede il 9,15%, Finmeccanica il 4,18% Generali il 5,69%, Mediaset il 5,55%. Stop per Unicredit, Intesa Sanpaolo, Telecom.09.10 - Avvio in pesante ribasso per Piazza AffariIl nuovo tonfo di Wall Street e il crollo di Tokyo pesano sulle Borse europee tutte in picchiata anche nell'ultima seduta della settimana. A Milano il Mibtel ha avviato le contrattazioni con un -3,57% a 15.930 punti, l'SP/Mib con un -3,70% a 21.077 punti e l'All Stars un -3,14%. Precipitano le Borse di Londra e Francoforte che cedono il 10%. Non fanno molto meglio le altre piazze: Zurigo perde oltre il 7%, Parigi quasi il 9%.
07.30 - Bush parlerà nuovamente agli americaniGeorge W. Bush parlerà agli americani per rassicurarli dopo che la manovra da 700 miliardi di dollari per salvare le borse non ha dato i risultati sperati. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, che ha fatto sapere che il presidente parlerà in mattinata (primo pomeriggio in Europa) dal giardino delle rose, alla Casa Bianca.
06.30 - Giappone, nuova iniezione di liquiditàLa Banca del Giappone (Boj) ha annunciato un'ulteriore iniezione di 3.500 miliardi di yen (26 miliardi di euro) nel sistema bancario del Paese, per far fronte alla mancanza di liquidità. La Boj aveva già immesso 2.000 miliardi di yen (15 miliardi di euro) a seguito del crollo della Borsa di Tokyo (oltre il -10%), per un totale di 41 miliardi di euro.06.00 - Borse asiatiche in forte caloContinua il ribasso delle Borse asiatiche, con Hong Kong che ha aperto in calo del 7,7% e Singapore con un -7%. Leggermente meglio la principale Borsa della Repubblica popolare, quella di Shanghai, che in apertura segna un ribasso del 3,6%.

Fonte(Ansa)