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venerdì 5 giugno 2009

BRASILE, 'RESTI NON SONO DELL'AIRBUS'.

Ennesimo giallo nella tragedia dell'aereo Air France precipitato nell'Atlantico lunedi' scorso: i resti recuperati dalla Marina brasiliana non appartengono all'Airbus, ha reso noto oggi un responsabile dell'aviazione brasiliana. "Al momento non abbiamo recuperato nessun materiale dell'aereo", ha dichiarato il generale Ramon Borges Cardoso, direttore del dipartimento di controllo dello spazio aereo dell'Aeronautica brasiliana. Cardoso ha precisato che i rottami recuperati sino ad ora - un pezzo di sostegno che si supponeva fosse parte della stiva - appartengono probabilmente ad una nave. Cardoso ha poi precisato che anche la macchia d'olio estesa per circa 20 chilometri in mare non può appartenere all'aereo, "che ha una capacità massima di 50 litri per ciascun motore", una quantità minima rispetto all'estensione della chiazza."Le autorità francesi - ha detto il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau - ripetono da giorni che bisogna avere una estrema prudenza". Ora - ha osservato - "occorre proseguire le ricerche. Il nostro obiettivo principale è quello di recuperare le scatole nere. Il tempo gioca contro di noi: bisogna fare di tutto per ritrovarle, e dunque certamente allargare la zona delle ricerche".Intanto nell'inchiesta emerge "incoerenza" nelle misurazioni della velocità dell'apparecchio, ha detto a Parigi il Bea, l'ufficio inchieste incidenti aerei che indaga sulla vicenda. E' emersa, secondo il Bea, "incoerenza nelle diverse velocità misurate" in base "all'esame dei messaggi automatici trasmessi dall'apparecchio". L'Airbus A330 è provvisto di diversi congegni in grado di misurare la velocità e - spiega un portavoce dell'ente ufficiale di inchiesta sugli incidenti aerei - "succede che c'é un'incoerenza fra queste velocità " misurate. L'inchiesta ha consentito anche di confermare "la presenza, in prossimità della rotta prevista dell'aereo sull'Atlantico, importanti cellule convettive caratteristiche delle regioni equatoriali", in pratica fenomeni di particolare violenza temporalesca. In ogni caso, il Bea invita ad "evitare qualsiasi frettolosa interpretazione o speculazione sulla base di informazioni parziali e non confermate".
Fonte(Ansa)

giovedì 28 maggio 2009

CAMORRA: DUE CUGINI ARRESTATI A BANCHETTO CON ATTORE DI GOMORRA.

Due pregiudicati, i cugini Salvatore e Luigi Prinno, di 25 e 22 anni, affiliati all'omonimo gruppo camorristico attivo nel centro storico di Napoli e schierato a fianco del clan dei Sarno, sono stati arrestati a Trecase, nella zona vesuviana, con le accuse di detenzione e porto illegale di armi durante il ricevimento per il matrimonio del fratello di Salvatore. Tra gli oltre cento invitati al banchetto, identificati dai carabinieri, vi è anche Ciro Petrone, di 22 anni, divenuto famoso grazie al successo del film Gomorra, dove ha interpretato il ruolo di 'Pisellino', e che di recente ha partecipato al reality 'La Fattoria 4'. Neutralizzata una "sentinella" con radiotrasmittente vicina all'ingresso del locale pubblico, i carabinieri hanno bloccato Salvatore Prinno mentre cercava di allontanarsi. Era armato di una pistola calibro 9; una seconda pistola semiautomatica è stata trovata, pronta all'uso, vicino alla consolle per i musicisti. Nel corso di successiva perquisizione a casa di Luigi Prinno, sorpreso in un ristorante attiguo al primo dove si era rifugiato, sono state trovate altre due pistole tenute in una cassaforte. Al ricevimento i carabinieri hanno identificato diverse persone ritenute vicine al clan Sarno, nonché alcuni personaggi minori del mondo dello spettacolo.Secondo gli investigatori, al ricevimento erano presenti esponenti di quasi tutti i gruppi della camorra vicini al clan Sarno che, negli ultimi tempi, è riuscito a federare una serie di fazioni della criminalità organizzata attive nella maggior parte dei quartieri di Napoli e dei comuni della provincia. I carabinieri sono ora impegnati in indagini per accertare se esponenti della famiglia della sposa, Mena Picco siano anch'essi legati a clan della camorra. La famiglia Prinno è attiva in particolare nella zona della Rua Catalana, a Napoli. L'influenza della famiglia, tuttavia, dopo l'alleanza con i Sarno, si è estesa anche nei quartieri spagnoli.
Fonte(Ansa)

mercoledì 15 aprile 2009

NAPOLI, RE DEL GRANO UCCISO DA STRANIERI.

Non avrebbe avuto neppure il tempo di reagire Franco Ambrosio, il 're del grano' ucciso insieme alla moglie nella sua villa di Napoli. I corpi senza vita del patron della Italgrani, 77 anni, e di Giovanna Sacco sono stati ritrovati dal figlio nella loro villa a Napoli, nel quartiere di Posillipo.I ladri che hanno ucciso i coniugi hanno rubato un po' di denaro e svuotato dei preziosi un portagioie ma hanno lasciato dipinti di scuola napoletana e non sono stati capaci di svellere dal muro la cassaforte. L' ammontare del furto dovrebbe aggirarsi sui 50 mila euro.I due corpi erano in una pozza di sangue: Franco Ambrosio era in pigiama, la moglie, Giovanna Sacco, era vestita ed e' stata ritrovata in un disimpegno. A ritrovare i corpi, secondo quanto riferisce la polizia, è stato un operaio che ha avvertito il 113 e il figlio. Le telefonate sono arrivate alla Questura tra le 8 e le 8.30. Un crimine efferato, il commento degli agenti di fronte al duplice omicidio. In base ai primissimi rilievi effettuati dalla polizia scientifica le due vittime sarebbero state colte di sorpresa e uccise, più che da un bastone, da una mazza di ferro, viste le ferite da taglio riscontrate. Diverse le impronte digitali e le tracce biologiche refertate dalla scientifica: mozziconi di sigaretta, bottiglie e bicchieri utilizzati dai malviventi, tra l'altro. E' quasi certo che ad agire siano stati più di due persone e che siano entrati in casa da una porta finestra trovata rotta che a sua volta accede ad una terrazza. Tutte le stanze del primo piano - il secondo è inaccessibile in quanto in fase di ristrutturazione - sono state messe a soqquadro. L'imprenditore Ambrosio è stato trovato in cucina, la moglie nella sala tv. Ora sarà l'autopsia a stabilire se le vittime abbiano in qualche modo cercato di difendersi. Le indagini sono coordinate dal pm Antonio D'Alessio.Franco Ambrosio è stato per anni definito 're del grano'. Colosso del settore, la Italgrani per anni è stata diretta da Ambrosio, imprenditore che fu anche coinvolto in vicende giudiziarie. In Italia, nel passato, Ambrosio raggiunse un giro d'affari di 1.300 miliardi di lire.POLIZIA, HANNO AGITO STRANIERIIl duplice omicidio dei coniugi Ambrosio sarebbe opera di una banda di ladri stranieri e non professionisti. Lo ha detto il capo della squadra mobile di Napoli Vittorio Pisani incontrando i giornalisti. Più che di una rapina - secondo gli investigatori - si sarebbe trattato di un furto, poi degenerato per la reazione delle vittime.UN VICINO DI CASA: LA NOSTRA STRADA NON E' SICURA"Insieme con Ambrosio abbiamo combattuto più volte inutilmente una battaglia per una maggiore sicurezza di questa strada che di notte è assediata da drogati e sbandati". Così Nando Ribecco, vicino di casa dei coniugi Ambrosio, racconta il disagio già denunciato diverse volte dagli abitanti della zona. "Avevamo chiesto più volte una video-sorveglianza - spiega - perché di sera la discesa Gaiola non è sicura. Anch'io ho subito una rapina quando non eravamo in casa". Intorno alla villa di Ambrosio e alle altre ville confinanti non ci sono telecamere e, secondo quanto riportato dai vicini, gli Ambrosio non avevano cani da guardia.'LI HANNO MASSACRATI' - "Li hanno massacrati, li hanno massacrati". Così Carola, una delle nuore di Franco Ambrosio, l'imprenditore ucciso a Napoli insieme alla moglie, ha comunicato ad alcuni amici la notizia del duplice omicidio. "Piangeva, urlava, era sconvolta", racconta un amico dell' imprenditore ucciso che preferisce mantenere l'anonimato. "Siamo tutti sconvolti - aggiunge l'amico della vittima - non ci diamo una spiegazione di così tanta efferatezza". Uno dei due figli di Franco Ambrosio, Massimo, vive insieme alla moglie Carola, in una villa a pochi metri dalla residenza dell'imprenditore. Anche l'altro figlio Mauro a breve si sarebbe trasferito in discesa Gaiola, la sua abitazione era in fase di ristrutturazione. "Ho saputo del fatto dal telegiornale, sono sconvolta. Siamo tutti sconvolti". Lo ha detto una nipote di Grazia Sacco, moglie dell'industriale Francesco Ambrosio uccisa insieme al marito. "Ho sentito mia zia a Pasqua per gli auguri - racconta la donna - era molto serena, era più tranquilla negli ultimi tempi". La donna ha anche raccontato non ci sono persone di servizio che vivono nella villa: "C'é un cameriere che lavora con mia zia da molti anni, ma neanche lui dorme nel corpo principale della villa". A villa Ambrosio è giunto anche Curzio Buonaiuto, noto medico napoletano e presidente del circolo Canottieri Napoli, che però non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.LEGALE FAMIGLIA, RAPINA FINITA IN TRAGEDIA Il duplice omicidio dei coniugi Ambrosio avvenuto questa notte intorno alle 2 nella loro villa a Napoli è molto probabilmente opera di balordi che si sono introdotti nella residenza, lasciando anche diverse tracce e impronte digitali su bottiglie e altre suppellettili. Lo ha detto l'avvocato Massimo Rizzo, legale della famiglia Ambrosio riferendo le prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori. "La sensazione - spiega Rizzo - è che si sia trattato di rapinatori improvvisati che pensavano che la villa fosse deserta a causa dei lavori in corso". L'avvocato Rizzo ha confermato che il duplice omicidio è avvenuto intorno alle 2 di notte e che a trovare i corpi di Francesco Ambrosio e Grazia Sacco, immersi in una pozza di sangue e con il cranio fracassato a bastonate, è stato il figlio maggiore Massimo. Il primogenito abita nella dependance della villa a circa 100 metri dalla casa dei genitori e ha trovato i corpi questa mattina presto. Dalla casa degli Ambrosio sono stati rubati dei soldi in contanti e dei telefonini. Secondo Rizzo non ci sono altre piste investigative plausibili diverse dalla rapina.DISCESA GAIOLA,STRADINA TORTUOSA E ISOLATA Discesa Gaiola è una lunga e tortuosa stradina che dal Parco Virgiliano, sulla collina napoletana di Posillipo, scende fino quasi al mare. Lungo la stradina ci sono numerose ville, nascoste da una fitta vegetazione. La strada è piuttosto isolata e quasi nessuna delle ville ha delle telecamere di sorveglianza. Gli agenti della squadra mobile di Napoli hanno perlustrato tutte le residenze confinanti con quella degli Ambrosio, senza trovare infatti alcuna videocamera che potesse essere utile alle indagini. La villa degli Ambrosio si trova alla fine di Discesa Gaiola, al numero 36: dopo il suo cancello, la strada continua per una cinquantina di metri fino ad arrivare ad una zona chiusa da un cancello dove c'é un parco pubblico in ristrutturazione.
Fonte(Ansa)

mercoledì 21 gennaio 2009

Docente aggredita da madre alunna.

A Milano, presa a pugni e calci dopo rimprovero a bambina.
Una professoressa di una scuola media inferiore e' stata aggredita nel pomeriggio, a Milano, dai parenti di una bambina, dopo un rimprovero. Le sue condizioni non sono preoccupanti.Al momento non si conosce l'esatta dinamica dei fatti. L'episodio e' avvenuto alle 15.30 in via Graf, dove ha sede il complesso della scuola secondaria di I Grado. Dalle prime informazioni, la madre e la nonna della ragazzina, che ha 10 anni, hanno preso a pugni e schiaffi l'insegnante all'uscita da scuola.

Fonte(Ansa)

mercoledì 26 novembre 2008

Rivoli: migliaia ai funerali di Vito.

Due ali di una folla hanno applaudito l'arrivo del feretro ai funerali di Vito Scafidi, ucciso dal crollo nel liceo a Rivoli. Alle esequie, celebrate nella chiesa parrocchiale SS Pietro e Paolo di Pianezza, hanno partecipato migliaia di persone: molti abitanti della citta', dove e' stato proclamato il lutto, tantissimi studenti delle scuole di Rivoli, Torino e provincia. Dietro la bara i familiari, i genitori Fortunato e Cinzia, la sorella Paola, nonni zii e cugini.

Fonte(Ansa)

PIRATI STRADA: UCCISE FIDANZATI A ROMA, 10 ANNI DI CARCERE.

E' stato condannato a 10 anni di reclusione Stefano Lucidi, il pirata della strada che il 22 maggio scorso investì e uccise la coppia di fidanzati Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, in via Nomentana, a Roma. La sentenza è stata emessa dal Gup Marina Finiti. Lucidi è stato riconosciuto responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale. La sentenza è stata emessa al termine del procedimento tenutosi con il rito abbreviato. Il rappresentante dell'accusa, Carlo Lasperanza, aveva sollecitato la condanna dell'imputato a 14 anni di reclusione. A Lucidi era contestato anche il reato di omissione di soccorso con l'aggravante della guida senza patente e del passaggio ad un semaforo rosso ad alta velocità. Nell'immediatezza del fatto Lucidi, il quale si trovava in compagnia della sua fidanzata, figlia di Bruno Giordano, ex attaccante di Lazio e Napoli, fu contestato l'omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento. Tale imputazione, emessa dal Gip, non fu condivisa dalla Procura che invece optò per l'omicidio volontario con dolo eventuale.

Fonte(Ansa)

STRAGE ERBA, ERGASTOLO PER I CONIUGI ROMANO.

Ergastolo e isolamento diurno per complessivi tre anni. E' questa la pena inflitta dalla Corte d'Assise di Como a Olindo Romano e Rosa Bazzi, dopo quasi sette ore di camera di consiglio.E' stata accolta con alcuni secondi di silenzio e poi con qualche applauso la sentenza al processo per la strage di Erba. I parenti delle vittime hanno ascoltato la lettura a testa china. I figli di Valeria Cherubini, la vicina di casa massacrata nell'eccidio, hanno ascoltato tenendosi abbracciati.ANDREA FRIGERIO, LA PACE E' ANCORA LONTANA "E' stata fatta giustizia, ma la pace è ancora lontana". Così Andrea Frigerio, figlio di Mario, l'unico sopravvissuto alla strage di Erba, e che nell'eccidio perse la madre Valeria Cherubini, ha commentato la sentenza dei giudici della Corte d'Assise di Como che hanno condannato all'ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi.AVV. PACIA, TUTTO SECONDO COPIONE "Tutto secondo copione, tutto previsto e calcolato". E' stato il primo commento dell'avv. Enzo Pacia, capo del pool difensivo dei coniugi Romano dopo la lettura della sentenza."A Como, lo sapevo, non poteva che finire così: sono stati dipinti come dei mostri e mostri dovevano essere". Così ha aggiunto l'avv.Pacia annunciando che la difesa ricorrerà in Appello. "Ci sono tre gradi di giudizio - ha aggiunto - e nella mia carriera ho visto un sacco di volte sentenze di ergastolo completamente capovolte". L'avv.Pacia ha poi aggiunto che è stato lui a consigliare ai suoi assistiti di non essere presenti alla sentenza. "Prevedevo quello che sarebbe successo e ho voluto risparmiare loro questo momento - ha detto -, soprattutto per Rosa che è una persona molto sensibile".Il processo per la strage di Erba, conclusosi con la condanna all'ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi è stato, ad avviso di uno dei loro difensori, Fabio Schembri, un "processo monco in cui i diritti difensivi sono stati compressi". Schembri ha parlato di "sentenza già scritta questa estate". Perché i suoi assistiti non erano presenti? "Perché sapevano di prendere l'ergastolo".

Fonte(Ansa)

mercoledì 12 novembre 2008

DONNA UCCISA IN FRIULI, SI INDAGA A TUTTO CAMPO.

Sono proseguiti per tutta la giornata gli accertamenti degli investigatori dopo l'omicidio di Tatiana Tulissi, la donna di 37 anni trovata uccisa da tre colpi di pistola alla schiena sulla soglia della sua abitazione a Manzano (Udine). Oltre ai riscontri e alle testimonianze raccolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale di Udine, il Procuratore della repubblica, Antonio Biancardi, ha lanciato un appello affinché "se c'é qualcuno che sa qualcosa, si faccia avanti e parli, anche anonimamente". Nessuna pista d'indagine viene trascurata, neppure quella della rapina perché, benché dalla villa non sia stato asportato nulla. Il delitto potrebbe essere opera di malviventi, magari per paura di venire scoperti, e che poi avrebbero abbandonato il posto in fretta senza refurtiva. Biancardi ha riferito che gli investigatori stanno sentendo "tutte le persone che in qualche modo possono aiutarci a chiarire: amici, parenti, conoscenti della vittima. Stiamo cercando il movente - ha aggiunto - dell'omicidio di una persona apparentemente tranquilla, che non aveva particolari problemi". Per quanto riguarda la dinamica del delitto, è stato accertato che contro Tatiana Tulissi sono stati sparati cinque colpi di revolver. Due l'hanno colpita di striscio alle spalle mentre gli altri tre l'hanno centrata e uno, alla schiena, è stato probabilmente quello mortale, che ha trapassato il corpo. A terra sono rimaste le ogive dei proiettili. Secondo il Procuratore la donna, che aveva frequentato anche corsi di autodifesa, avrebbe cercato di difendersi, "ma contro colpi di pistola - ha commentato - non si può fare nulla". L'autopsia sul corpo della vittima sarà eseguita in mattinata dal medico legale, Carlo Moreschi. Il nullaosta per il seppellimento potrebbe venire dato nel pomeriggio. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della repubblica Lorenzo del Giudice, "non trascurano alcuna pista" e che per ora "non vi è alcun sospettato". Gli inquirenti - che ieri sera e stamani hanno ascoltato otto persone - porteranno al Ris di Parma i reperti rinvenuti nel corso dell'ispezione nel bosco che circonda la villa. Tatiana Tulissi, un matrimonio fallito alle spalle, era da due anni convivente di Paolo Calligaris, titolare della cantina 'Ca' Tulliò di Aquileia (Udine), anch'egli divorziato. Dopo essere uscita dal lavoro - alla 'Laco' di Percoto (Udine) - la donna aveva fatto rientro a casa tra le 17.45 e le 18.00. E' stata trovata morta sull'uscio di casa da Calligaris, che ha dato l'allarme alle 18.30.

Fonte(Ansa)

lunedì 10 novembre 2008

SUORE RAPITE IN KENYA: RAPITORI CERCAVANO LORO, NON SOLDI.

"Apprensione" in Vaticano e negli ambienti missionari per la sorte delle due anziane suore rapite la scorsa notte in Kenya, dove lavoravano da 25 anni. E cautela sui motivi del rapimento, con l'invito a "evitare illazioni" su una,almeno finora, poco evidente matrice religiosa. In Vaticano "si segue con apprensione" il rapimento delle due suore italiane in Kenya; il Papa è "al corrente" dell'avvenimento; "si spera che la vicenda possa concludersi al più presto e senza danni", ha riferito il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, dopo il sequestro, la scorsa notte, nella fraternità di El-Wak, nel nord-est del Kenya, di suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero, 67 e 61 anni, prelevate da uomini armati che, secondo i confratelli dell'ordine di padre de Foucauld, "non cercavano soldi, ma proprio quelle persone". Intanto il nunzio in Kenya mons. Alain Paul Lebeaupin, attraverso il quale la Santa Sede segue costantemente la vicenda, ha osservato che l'attacco ha comunque interessato altre persone, anche kenyane, in una zona a maggioranza musulmana e questo "sembra far escludere moventi di tipo religioso". "Il fatto che il rapimento sia avvenuto in un ambiente a maggioranza musulmana - ha insistito Lebeaupin - non basta per indicare che si tratti di una questione interreligiosa". Entrambe piemontesi della provincia di Cuneo - suor Caterina Giraudo, per tutti Rinuccia, è originaria di Boves, suor Maria Teresa Oliviero è di Centallo - le anziane religiose, dopo il rapimento, sarebbero state trasferite in Somalia, a Bar Dheera, una località del sud del Paese poco lontana dal confine con il Kenya. Il presidio di El-Wak dei missionari di Charles de Foucauld, dove entrambe lavoravano da 25 anni, è un piccolo centro: "come in tutte le nostre fraternità, - ha spiegato il responsabile don Pino Isoardi - c'è uno stile di condivisione con i poveri e quindi non ci sono grandi strutture: accogliamo malati, anziani, persone che magari sono provate dalla carestia, dalla malnutrizione, però 'in famiglia', non a livello di grandi strutture". Le due suore lavoravano soprattutto con profughi dalla Somalia e suor Giraudo, che è infermiera, con i malati di epilessia. Per la liberazione delle consorelle, il centro di El-Wak ha subito attivato "canali di contatto tramite i clan degli anziani delle tribù locali - ha riferito una consorella - e questi hanno dato assicurazione che faranno il possibile". Il ricorso agli anziani, che può suonare insolito agli occidentali nell'affrontare un rapimento, è invece nello stile dei missionari del presidio di El-Wak: l'"auspicio - ha spiegato don Isoardi alla Radio vaticana - è che gli anziani, che comunque hanno un'autorevolezza in quei luoghi, riescano a contattare queste persone, in qualche modo, e a trattare". "Nonostante le molte voci in circolazione - spiega intanto una consorella alla Misna - non sappiamo ancora chi abbia rapito suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero. Nessuno si è fatto avanti, ha telefonato o rivendicato il sequestro. E non sapendo chi le ha prese diventa difficile dire il perché".

Fonte(Ansa)

domenica 9 novembre 2008

CROLLA PALAZZINA VICINO A ROMA, MORTA ANZIANA COPPIA.

Una palazzina di due piani è crollata questa mattina nel territorio tra Grottaferrata e Vermicino in provincia di Roma. Due le vittime estratte dalle macerie dai vigili del fuoco. Prima è stato estratto il corpo di una donna di 78 anni. Poi quello del marito, di 82 anni."La dinamica e la dimensione del crollo fa pensare che a provocare l'esplosione sia stata una fuga di gas anche piuttosto diffusa". E' quanto ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Roma, Guido Parisi accorso immediatamente a Grottaferrata, al fianco dei suoi uomini non appena giunta la chiamata di soccorso al 115. "Il crollo - ha spiegato Parisi - è stato totale e non c'é stato alcun principio di incendio". I soccorritori, che hanno scavato per oltre due a mani nude nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo, stanno concludendo l'intervento. "Tecnicamente non abbiamo ancora interrotto le ricerche - ha spiegato Parisi - perché nonostante siamo stati informati che la badante dei due anziani non fosse in casa, non possiamo escludere che possa esserci qualcun altro di cui non si ha notizia". "Per questo - ha concluso Parisi - stiamo facendo in maniera cautelativa un giro completo di tutta la zona per essere certi". Sulla precisa dinamica dell'esplosione partiranno immediatamente le verifiche da parte della task force scientifica dei vigili del fuoco.

Fonte(Ansa)

INCIDENTE A SOMMERGIBILE NUCLEARE RUSSO, VENTI MORTI.

Sono sei marinai e 14 civili le vittime dell'incidente occorso a un sottomarino nucleare russo in costruzione che stava effettuando un viaggio di prova nel Mar del Giappone: lo ha detto all'agenzia Interfax il portavoce del comitato investigativo Vladimir Markin. Markin ha confermato che la causa della strage è stata la fuoriuscita di gas freon, e ha precisato che 22 persone tra operai e marinai sono rimaste intossicate a livello più o meno grave. Il sottomarino era partito dalla base navale di Bolshoi Kamen, sul Pacifico.Il Nerpa (K-152, progetto 971), un sottomarino d'attacco a propulsione nucleare costruito nei cantieri navali dell'Amur, nell'estremo oriente russo, aveva a bordo ingegneri ed operai dei cantieri. I test, che avevano avuto ampia eco sulla stampa, erano cominciati a fine ottobre e il Nerpa all'inizio di novembre aveva effettuato la sua prima immersione. Equipaggiato con un propulsore nucleare, lo Shuka-B può raggiungere la velocità di 30 nodi in immersione, con una autonomia di 100 giorni, e può scendere fino a 600 metri di profondità. Il suo equipaggio è composto di norma da 73 persone.Le autorità russe hanno assicurato in nottata che il sommergibile non ha subito danni e non vi è stata una fuga radioattiva. "L'incidente è stato provocato dall'attivazione accidentale del sistema anti-incendio", ha precisato il portavoce, citato dall'agenzia russa Ria Novosti online, senza fornire altri particolari sulla dinamica dell'incidente.LA TRAGEDIA DEL KURSK Tra i tanti incidenti mortali nei quali è stata coinvolta la marina militare russa la tragedia più grave degli ultimi anni è quella del sottomarino nucleare Kursk e dei suoi 118 morti, che ripropose in modo drammatico il problema della sicurezza delle forze armate post-sovietiche. Il moderno sottomarino nucleare Kursk, varato a metà degli anni '90 e orgoglio della flotta del Nord, colo' a picco il 12 agosto 2000 nella acque del Mar di Barents durante una sessione di manovre. I vertici militari rifiutarono inizialmente eventuali aiuti stranieri, mentre Vladimir Putin - al suo primo anno di presidenza - restò tranquillamente in vacanza a Soci sul Mar Nero. Alla fine il bilancio fu di 118 morti. Perì l'intero equipaggio. Secondo i risultati dell'inchiesta ufficiale, la sciagura fu causata dall'esplosione di un siluro di bordo, anche se l'ipotesi di uno speronamento involontario da parte di un sommergibile spia americano, ventilata in origine dai comandi russi, è rispuntata a più riprese. Secondo l'inchiesta ufficiale la maggioranza degli marinai morirono all'istante, salvo una trentina di uomini sopravvissuti nel compartimento di poppa e protagonisti di un'agonia di alcune ore, testimoniata dai commoventi biglietti di addio ritrovati più tardi durante le complesse operazioni di recupero del relitto.

Fonte(Ansa)

TANZANIA, QUATTRO ITALIANI MORTI IN INCIDENTE AEREO.

Sono venete due delle quattro vittime a bordo del velivolo che si è schiantato a terra, ieri mattina, in Tanzania. Si tratta di Claudio Zornitta e della moglie Paola che erano a bordo del Cessna 206 in volo sul Kilimangiaro. Lo si è appreso da fonti ufficiali a Belluno. Erano a bordo del velivolo assieme ad un dentista molto noto a Bolzano, Franco Tamiazzo, e sua moglie Stefania. L'identità delle due vittime altoatesine era già stata resa nota ieri sera, quando si era appreso dell'incidente. Zornitta era uno stretto collaboratore di Tamiazzo.I quattro turisti italiani si sarebbero schiantati con il piccolo Cessna 206 a sei posti a 4.300 metri di altezza sul Kilimanjaro, sulla vetta di Mawenzi. L'incidente e' avvenuto ieri intorno alle 11:00 locali (le 09:00 italiane). Il piccolo velivolo sembra fosse decollato da una pista sulle colline di Kyuli, non lontano da Nairobi, per quella che doveva essere una breve escursione per ammirare dall'alto il Kilimanjaro, la piu' alta montagna dell'Africa. La notizia e' stata fornita da alcune fonti televisive keniane, e quindi confermata dalle autorita' di polizia locale. Non sono chiare, al momento, le cause dell'incidente, ma sono stati avviati tutti gli accertamenti del caso. Il pilota del Cessna, a quanto pare un keniano, e' sopravvissuto, ed e' ricoverato in condizioni molto gravi presso l'ospedale di Moshi, piccola localita' ai piedi della montagna. Nell'obitorio dello stesso ospedale sono state composte le quattro salme dei turisti italiani. I quattro avevano trascorso un periodo di vacanze in Kenya, e sembra che proprio ieri sarebbero dovuti rientrare. Un contrattempo ha fatto rinviare la partenza, di qui la decisione di affittare il velivolo per l'escursione sul Kilimanjaro. Tomiazzo e la moglie erano appassionati di viaggi in localita' esotiche e il dentista era un esperto documentarista. Aveva al suo attivo numerosi reportage che erano stati spesso trasmessi su reti televisive, anche nazionali. La sua passione era tale che -rendono noto fonti a lui vicine- aveva anche allestito nella sua abitazione uno studio per realizzare a livello professionale i suoi reportage.

Fonte(Ansa)

giovedì 6 novembre 2008

RESISTE A SCIPPO, E' GRAVE. PRESI DUE MINORENNI.

Hanno 15 e 17 anni e sono accusati di tentata rapina aggravata due giovani fermati questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. I due minori sono ritenuti essere gli autori di uno scippo ai danni di una donna di 27 anni di Capaccio Scalo (Salerno) ora ricoverata in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell'ospedale Loreto Mare di Napoli.Lo scippo è avvenuto in piazza Dante quando i due (uno dei quali, il quindicenne, ha precedenti specifici), in sella ad un ciclomotore per impossessarsi della borsa hanno scaraventato la donna a terra la quale, cadendo, ha battuto violentemente la testa. Durante le verifiche nelle abitazioni e nei luoghi solitamente frequentati da soggetti dediti alla commissione di tali reati i carabinieri hanno individuato i due minorenni, entrambi dei quartieri spagnoli, rinvenendo e sottoponendo a sequestro il ciclomotore usato per commettere il reato. I due minori sono stati riconosciuti dalla sorella della vittima e un amico che erano presenti al momento dello scippo.
I medici non sono ancora in grado di sciogliere la prognosi per la studentessa ma sono soddisfatti della risposta della paziente alle cure. Il quadro clinico - la giovane ha riportato una frattura al cranio e un ematoma cerebrale, rimosso con una delicata operazione - resta complesso, ma in questo momento la paziente non appare in pericolo di vita. Il primario del reparto di rianimazione, Maurizio Postiglione, e la direttrice sanitaria dell'ospedale, Maria Corvino, hanno incontrato brevemente i giornalisti. Postiglione ha spiegato che la giovane sta uscendo gradualmente dalla sedazione farmacologica praticata dopo l'intervento, e che si assiste a una sua ''risposta positiva, sia dal punto di vista clinico che strumentale''.

Fonte(Ansa)

martedì 21 ottobre 2008

8 ANNI, IL NONNO LO COSTRINGEVA A SPACCIARE.

Un pregiudicato di Casteldaccia, paese alle porte di Palermo, aveva costretto tutti i componenti della sua famiglia a spacciare droga, compreso il nipotino di otto anni. L'uomo, destinatario di un provvedimento cautelare, è deceduto per cause naturali, ed i carabinieri hanno eseguito stamani nove arresti"Lo spaccio della droga è stato ripreso dai carabinieri con alcune telecamere nascoste, e in diverse immagini si vede il bambino di 8 anni che vende lo stupefacente. Tutto si svolge tra i comuni di Palermo, Bagheria e Casteldaccia. L'operazione è stata denominata 'Pater Familias' perché coinvolge tutti i familiari. Oltre alle nove persone arrestate su ordinanza di custodia cautelare in carcere, altre sei, di cui tre minorenni sono stati denunciati a piede libero. Tutti sono accusati di aver organizzato un vasto traffico di stupefacenti, rifornendo le piazze per lo spaccio al dettaglio nelle aree limitrofe al capoluogo siciliano. Il presunto capo dell'organizzazione, che è un pregiudicato, secondo l'accusa ha coinvolto nell'attività figli, genero e nipoti, realizzando una vera e propria ditta dello spaccio a conduzione familiare. Sono in corso perquisizioni, in cui sono impegnati 200 carabinieri supportati da quattro unità cinofile e da due elicotteri.Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale hanno accertato che il pregiudicato che aveva costretto il nipotino a spacciare era Ignazio Di Paola, deceduto per cause naturali il 17 luglio 2008. Per gli investigatori l'uomo, insieme a moglie, figli e genero, aveva avviato un'articolata per lo spaccio di hashish e cocaina, la cui vendita avveniva presso la propria abitazione e in una sala giochi a Casteldaccia. Spesso le dosi venivano cedute attraverso le finestre del piano terra dell'abitazione. Ignazio Di Paola per l'accusa aveva il compito di tagliare e confezionare l'hashish. La moglie e la figlia, tenevano la cassa. Lo spaccio in strada veniva affidato a minorenni, i quali reclutavano e addestravano altri giovani del luogo che, attratti dal facile guadagno, si trasformavano anche in pony-express della droga per consegne a domicilio. E in questo contesto che il capo dell'organizzazione ha impiegato nello spaccio anche un nipotino di 8 anni. Del traffico di cocaina si interessava, invece il genero di Ignazio Di Paola, procurandosi la droga negli ambienti criminali di Palermo e sfruttando per lo spaccio il capillare canale di distribuzione avviato dalla famiglia.

Fonte(Ansa)

PULLMAN TIFOSI JUVENTINI FUORI STRADA: 2 MORTI, MOLTI FERITI.

Due morti e almeno 20-30 feriti, alcuni dei quali gravi. E' il bilancio, sempre provvisorio -fatto dai Carabinieri- dell'incidente avvenuto oggi pomeriggio ad Etroubles. Le vittime - sempre secondo quanto si e' appreso dai militari - sarebbero gli autisti del bus. I corpi sono ancora intrappolati tra le lamiere e si attende l'arrivo del magistrato, il pm Pasquale Longarini, per estrarli. Il pullman, della societa' 'Ouest voyages' di Renens (Losanna), era partito da Neuchatel. PULLMAN ANDAVA TROPPO VELOCE - "Già dalle prime curve in discesa ci siamo accorti che l'autista scendeva troppo veloce e che non aveva dimestichezza con le curve. Poi c'é stato lo schianto". Così un giovane tifoso juventino di Neuchatel (Svizzera), che era sul pullman uscito di strada a Etroubles, ha raccontato all'ANSA l'incidente. "Ho avuto subito la sensazione che non fosse preparato per guidare un pullman - prosegue il racconto - e qualcuno sul bus gli aveva persino detto di fare attenzione". Secondo altri testimoni, sul pullman c'era un clima di festa, tra canti e cori, in attesa di raggiungere lo stadio comunale di Torino per la partita di Champions League tra Juventus e Real Madrid in programma alle 20.45. Abitanti di Etroubles raccontano di aver visto sfrecciare il pullman lungo la statale 27 prima dell'urto. Dall'uscita del traforo del Gran San Bernardo (confine con la Svizzera) fino ad Etroubles la strada è in discesa e ci sono alcune curve da affrontare.

Fonte(Ansa)

giovedì 9 ottobre 2008

LA COCAINA 'DIVORA' IL CERVELLO, RIDUCE IL VOLUME DELLA CORTECCIA.

La cocaina 'divora' il cervello: chi l'assume, infatti, ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali importanti per pianificare, prendere decisioni, prestare attenzione e riflettere. Lo hanno scoperto ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston diretti da Hans Breiter, il cui studio è pubblicato dalla rivista Neuron. E' possibile - ammette tuttavia la ricerca - che ciò non sia solo un effetto della droga ma anche un fattore innato (cioé una 'causa' della tossicodipendenza più che un effetto) che predisporrebbe l'individuo a drogarsi. Gli esperti hanno misurato con la risonanza magnetica il volume della corteccia cerebrale di 20 cocainomani e 20 individui sani: nei primi hanno trovato un volume sempre ridotto per la corteccia frontale, fatto non riconducibile a semplici differenze individuali perché il volume della corteccia è piuttosto simile tra individui della stessa età e sesso. Inolte, sottoposti a vari test cognitivi per mettere alla prova la loro capacità decisionale e il loro livello di attenzione, prerogative della corteccia frontale, i cocainomani hanno manifestato alcune defaillance rispetto ai sani. Molte di queste differenze nelle dimensioni della corteccia sono proporzionali alla durata della tossicodipendenza e quindi é plausibile siano effetto dell'assunzione di cocaina. Altre però, conclude Breiter, sono indipendenti e potrebbero suggerire l'esistenza di fattori anatomici che predispongano alla dipendenza.

Fonte(Ansa)

lunedì 6 ottobre 2008

PARMALAT: PM CHIEDE 13 ANNI PER CALISTO TANZI.

MILANO - Con una richiesta di condanna forse senza precedenti per un processo in cui l'accusa principale è quella di aggiotaggio, si è conclusa la requisitoria della Procura di Milano contro Calisto Tanzi e altri otto imputati per reati connessi con il crac Parmalat: 13 anni di carcere per l'ex patron dell'azienda di Collecchio (Parma), ritenuto il "perno" di una vicenda paragonata anche a "un brutto film di mafia" che, in un certo senso, è stato precursore del film di questi giorni che sta spazzando via molte banche d'affari. A chiedere la condanna sono stati il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Eugenio Fusco e Carlo Nocerino. Al termine della requisitoria di Greco, cinque ore in cui è stata ricostruita nei minimi dettagli la "frode al mercato" gestita - secondo l'accusa, da Parmalat con Bank of America e i suoi manager, la parola è passata a Fusco. Un buon quarto d'ora per parlare della posizione di Italaudit (ex Grant Thornton), la società di revisione finita alla sbarra in base alla legge sulla responsabilità amministrativa, per poi passare alla richieste. Pesanti. Prima però il magistrato, rivolgendosi al collegio, ha fatto una premessa: "questo è un aggiotaggio irripetibile per la sua gravità", per la sua durata nel tempo, per "il concreto pericolo dell'alterazione dei titoli", per la frode ai danni di un esercito di bondholders, per "l'intesità del dolo". Pertanto, nonostante gli imputati siano incensurati, "non si possono concedere le attenuanti generiche tenuto conto anche delle motivazioni che hanno spinto ciascuno di loro al delitto e della condotta contemporanea e susseguente ai fatti contestati che ha dimostrato come se ne siano infischiati dei risparmiatori". Dopo di che gli anni di reclusione conteggiati in base alle aggravanti, alla continuazione e ai reati satellite (ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e concorso in falso dei revisori): 13 per Tanzi, tre anni e mezzo per Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela; cinque anni per Paolo Sciumé e Luciano Silingardi e quattro anni per Enrico Barachini, ex consiglieri indipendenti del gruppo; sei anni per Luca Sala, cinque anni per Luis Moncada e tre anni e mezzo per Antonio Luzi, ex dipendenti di Bank of America e definiti da Greco "giocatori d'azzardo con le carte truccate". Riguardo a Italaudit, 300 mila euro di pena pecuniaria e confisca di 600 mila euro. E se Giampiero Biancolella, uno dei difensori di Tanzi, ha sostenuto che "esiste una discrasia tra le pene che sono state patteggiate e la pena chiesta per Tanzi", e il suo collega Fabio Belloni ha sintetizzato con una battuta "grande imputato grande pena", diverso è stato il parere di Marco De Luca, legale della nuova Parmalat: "Una richiesta così forte e una condanna così forte possono essere un monito severo alle istituzioni finanziarie rispetto al futuro del mondo economico e all'utilizzo di strumenti trasparenti e rispettosi degli interessi dei risparmiatori". Per il prof. Carlo Federico Grosso, che rappresenta il comitato dei circa 32 mila risparmiatori truffati, "le richieste dei pm sono assolutamente coerenti con il contenuto della loro requisitoria in quanto avevano definito gli episodi di aggiotaggio come unici nel panorama della criminalità economica del nostro parese". Non solo. Questa mattina Greco nel suo intervento - in cui tra l'altro ha citato la love story tra Naomi Campbell e il finaziere Marcus Elias, nuovo proprietario di Parmalat Brasile - ha detto che "il crollo della finanza internazionale di questi giorni che ha fatto sparire il settore delle banche d'affari, è la migliore dimostrazione che l'intuizione dei magistrati di Milano e Parma era giusta: le banche erano corresponsabili nel crac di Parmalat, hanno collaborato con false informazioni al mercato, con artifici a tenere in vita un titolo che già da due anni doveva andare in default". Parmalat è stata definita una "gallina dalle uova marce d'oro" e la sua vicenda paragonata a "un brutto film di mafia", dove gli istituti di credito, in particolare Bank of America, sapevano ed erano complici perché hanno "avuto un occasione di guadagno" e perché hanno venduto al gruppo "quelle schifezze di cui parlano i giornali. Quei titoli tossici che erano stati tutti rifilati a Parmalat".

Fonte(Ansa)

venerdì 26 settembre 2008

INSEGUIMENTO NEL CASERTANO, MORTI DUE POLIZIOTTI.

CASERTA - E' morto all'ospedale di Caserta il secondo poliziotto rimasto gravemente ferito nell'inseguimento di un'auto nel Casertano. In precedenza era deceduto un suo collega coivolto nell'incidente, un sovrintendente della Polizia di Stato. Restano invece gravi le condizioni del terzo componente dell'equipaggio.L'incidente stradale si è verificato sulla superstrada Nola-Villa Literno, nel tratto compreso tra Casapesenna e Villa Literno. L'auto che i poliziotti hanno inseguito sulla Nola-Villa Literno, prima di finire fuori strada non si era fermata all'alt intimato dalla pattuglia impegnata nei posti di blocco che da alcuni giorni sono stati potenziati dopo la strage di Castel Volturno (Caserta) e l'omicidio del titolare della sala giochi, nell'ambito della morsa stretta contro i latitanti del clan dei Casalesi. Gli uomini della polizia erano impegnati con tre auto in un posto di blocco quando e' arrivata una vettura, probabilmente una Panda, che ha forzato il controllo: e' iniziato l'inseguimento. A un certo punto, nella zona di Casapesenna (Caserta), la vettura della polizia e' sbandata finendo fuori strada, con il tetto contro un albero. L'auto in fuga ha fatto perdere le proprie tracce. Successivamente la polizia ha trovato una Panda abbandonata. Sono in corso indagini per accertare se si tratti della vettura che non si e' fermata all'alt.L'auto trovata abbandonata e' una Fiat Panda nera nuova. E' stata parcheggiata quasi in mezzo alla strada, probabilmente - se fosse confermato che si tratta della vettura che non si e' fermata all'alt - per la fretta di allontanarsi dal posto nel quale sono poi arrivate le forze dell'ordine. La vettura era in via Santa Maria a Cubito, nel comune di Giugliano, in una zona proprio a confine tra le province di Napoli e di Caserta, a pochi metri dalla rotonda che porta ad un ipermercato. L'auto e' stata abbandonata dopo circa sei chilometri dalla zona del posto di blocco.

Fonte(Ansa)

martedì 23 settembre 2008

A MILANO IN TANTI PER L'ADDIO AD ABDOUL

MILANO - Un canto religioso islamico ha accompagnato la fine della veglia funebre per Abdoul Guiebre, il giovane ucciso due domeniche fa a Milano. L'uscita della bara dall'auditorium delle scuole medie di Cernusco è stato accompagnato da un lungo applauso. La salma sarà portata all'aeroporto di Malpensa e da qui, probabilmente domani, raggiungerà il Burkina Faso, il paese di cui Abdoul era originario.
IL PADRE, GRAZIE A TUTTI GLI ITALIANI
''Grazie a tutti gli italiani'': cosi' Assane, il padre di Abdoul Guiebre al termine della cerimonia funebre a Cernusco sul Naviglio ha voluto ringraziare ''gli italiani, in particolare i cernuschesi, dell'affetto che ci hanno dato''. ''Posso solo dire che vi ringrazio tutti - ha detto Assane, rivolgendosi anche ai cronisti con un atteggiamento estremamente dignitoso - poi su quelli che hanno ucciso mio figlio non c'e' piu' nulla da dire. Spero che la giustizia ci sia''.GLI AMICI, QUESTA E' LA NOSTRA TERRA Vogliono "giustizia, ma nessuna vendetta" gli amici di Abdoul e la vogliono "perché viviamo in Italia e questa è la nostra terra". A farsi interprete dei sentimenti degli amici di Abdoul è Gelson Malandila, rappresentante di pneumatici, presente alla veglia funebre per il 19enne italiano originario del Burkina Faso: "Vogliamo giustizia, anche se dalle cose che leggiamo sui giornali temiamo che non ci sarà". "Vogliamo giustizia perché viviamo e lavoriamo in Italia - prosegue Gelson - lavoriamo e paghiamo le tasse, vogliamo avere gli stessi diritti di tutti quanti gli altri". Gelson aveva trascorso la serata con Abdoul e, a un certo punto, si era offerto di riportarlo a casa in macchina. "Lui, invece ha voluto andare con altri due amici perché non voleva lasciarli soli".PENATI, LA CITTA' DEVE RIFLETTERE Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati ha partecipato alla commemorazione funebre di Abdoul Guiebre, il 19enne ucciso a Milano dieci giorni fa. "Quest'episodio deve costituire un inizio di riflessione su come questa città impaurita possa adoperarsi per accogliere chi viene qui a lavorare" ha spiegato Penati ai cronisti, entrando nell'auditorium. "E' doveroso essere vicino ai familiari di Abdoul - ha proseguito - perché questa è una morte che non ha ragione di esistere e da tutti deve venire una condanna alla giustizia fai da te". Bisogna punire, ha aggiunto Penati, "chi viene nel nostro paese per fare del male, ma allo stesso tempo è doveroso accogliere chi viene per lavorare e proprio il lavoro deve essere la discriminante, per offrire opportunità agli immigrati che vogliono contribuire alla crescita del nostro paese". Alla cerimonia stanno partecipando anche il consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer, l'assessore provinciale Giansandro Barzaghi, i ragazzi del 'Comitato per non dimenticare Abba e fermare il razzismo' e il giornalista Gad Lerner.

Fonte(Ansa)

lunedì 22 settembre 2008

UBRIACHI ALLA GUIDA: SEI MORTI IN DUE GIORNI

ROMA - Sembra senza sosta la strage causata da conducenti ubriachi o drogati al volante: oggi sono state cinque le vittime. Una domenica di sangue dopo la giornata nera di ieri, quando una donna è stata travolta e uccisa ed un centauro ebbro ha accoltellato un carabinieri che voleva controllare i suoi documenti. A Milano è stato un ventenne che era al volante dopo aver assunto alcol, hashish e cocaina a travolgere un'auto ferma al semaforo, uccidendo il conducente. Nel Savonese un uomo con nel sangue un tasso di alcol superiore al consentito ha causato la morte delle due persone che erano a bordo della sua auto, andando a sbattere contro il rimorchio di un tir parcheggiato. In provincia di Teramo era ubriaco al volante l'uomo che ha travolto uno scooter il cui conducente è morto nello scontro. E a pochi chilometri da Roma un'anziana donna è morta dopo lo scontro tra l'auto sulla quale viaggiava e quella a bordo della quale c'erano tre romeni, tutti ubriachi. Intanto da martedì sarà sarà obbligatorio, in tutti i locali dove sono in vendita o si somministrano alcolici, esporre le tabelle per il calcolo del tasso alcolemico. Ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla droga Carlo Giovanardi, ha annunciato che "il ricostituito dipartimento antidroga presso la presidenza del Consiglio ha reso operativo il protocollo che consente finalmente di effettuare i test sui lavoratori a rischio", tra cui autisti, piloti d'aereo e camionisti, "previsto da una legge del '90 mai entrata in vigore'', ha aggiunto Giovanardi. Il ventenne milanese alla guida dopo aver assunto droga e alcol era al volante dell'auto del padre, un'Audi A4, poco dopo le tre della notte scorsa: non ha rispettato il semaforo rosso e ad alta velocità ha preso in pieno un'altra macchina con a bordo un uomo di 32 anni, un ferroviere che stava tornando a casa dal lavoro. Il giovane poco prima era passato ad alta velocità davanti a una vettura dei carabinieri, ferma per un normale servizio di controllo. Poi, forse per non rischiare di essere bloccato, ha cambiato direzione e arrivato all'incrocio é passato col rosso investendo in pieno una Toyota Yaris. Ora é in carcere con l'accusa di omicidio colposo. In carcere con la stessa accusa è un trentenne che a Giustenice (Savona) era ubriaco alla guida di un'auto sulla quale viaggiava con due amici. La vettura si è schiantata contro il rimorchio di un tir parcheggiato e i due amici sono morti sul colpo. Un uomo di 52 anni è stato invece denunciato per guida in stato di ubriachezza dopo un incidente nel quale la notte scorsa è deceduto un trentanovenne nei pressi di Giulianova (Teramo). L'uomo, trovato con un tasso di alcol superiore al consentito, era alla guida di una Toyota Rav 4 che si è scontrata con uno scooter che procedeva nell'opposto senso di marcia. L'uomo a bordo dello scooter è morto all' istante. A Roma un romeno è stato arrestato per omicidio colposo perché, ubriaco alla guida, ha provocato un incidente stradale in cui è morta una ottantaduenne che sopraggiungeva nella corsia opposta a bordo di un'auto guidata dalla figlia. L'incidente è della serata di ieri sulla via Aurelia, all' altezza di Ladispoli, vicino a Roma. Il conducente arrestato era a bordo di un'Opel Corsa insieme ad altri connazionali anche loro ubriachi. A Torino, infine, un incidente senza conseguenze per le persone, ma che ha coinvolto sette auto in sosta devastate dagli urti di una vettura condotta da un ubriaco: aveva un tasso alcolemico cinque volte superiore al consentito.

Fonte(Ansa)