giovedì 9 ottobre 2008

LA COCAINA 'DIVORA' IL CERVELLO, RIDUCE IL VOLUME DELLA CORTECCIA.

La cocaina 'divora' il cervello: chi l'assume, infatti, ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali importanti per pianificare, prendere decisioni, prestare attenzione e riflettere. Lo hanno scoperto ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston diretti da Hans Breiter, il cui studio è pubblicato dalla rivista Neuron. E' possibile - ammette tuttavia la ricerca - che ciò non sia solo un effetto della droga ma anche un fattore innato (cioé una 'causa' della tossicodipendenza più che un effetto) che predisporrebbe l'individuo a drogarsi. Gli esperti hanno misurato con la risonanza magnetica il volume della corteccia cerebrale di 20 cocainomani e 20 individui sani: nei primi hanno trovato un volume sempre ridotto per la corteccia frontale, fatto non riconducibile a semplici differenze individuali perché il volume della corteccia è piuttosto simile tra individui della stessa età e sesso. Inolte, sottoposti a vari test cognitivi per mettere alla prova la loro capacità decisionale e il loro livello di attenzione, prerogative della corteccia frontale, i cocainomani hanno manifestato alcune defaillance rispetto ai sani. Molte di queste differenze nelle dimensioni della corteccia sono proporzionali alla durata della tossicodipendenza e quindi é plausibile siano effetto dell'assunzione di cocaina. Altre però, conclude Breiter, sono indipendenti e potrebbero suggerire l'esistenza di fattori anatomici che predispongano alla dipendenza.

Fonte(Ansa)

lunedì 6 ottobre 2008

PARMALAT: PM CHIEDE 13 ANNI PER CALISTO TANZI.

MILANO - Con una richiesta di condanna forse senza precedenti per un processo in cui l'accusa principale è quella di aggiotaggio, si è conclusa la requisitoria della Procura di Milano contro Calisto Tanzi e altri otto imputati per reati connessi con il crac Parmalat: 13 anni di carcere per l'ex patron dell'azienda di Collecchio (Parma), ritenuto il "perno" di una vicenda paragonata anche a "un brutto film di mafia" che, in un certo senso, è stato precursore del film di questi giorni che sta spazzando via molte banche d'affari. A chiedere la condanna sono stati il procuratore aggiunto Francesco Greco e i pm Eugenio Fusco e Carlo Nocerino. Al termine della requisitoria di Greco, cinque ore in cui è stata ricostruita nei minimi dettagli la "frode al mercato" gestita - secondo l'accusa, da Parmalat con Bank of America e i suoi manager, la parola è passata a Fusco. Un buon quarto d'ora per parlare della posizione di Italaudit (ex Grant Thornton), la società di revisione finita alla sbarra in base alla legge sulla responsabilità amministrativa, per poi passare alla richieste. Pesanti. Prima però il magistrato, rivolgendosi al collegio, ha fatto una premessa: "questo è un aggiotaggio irripetibile per la sua gravità", per la sua durata nel tempo, per "il concreto pericolo dell'alterazione dei titoli", per la frode ai danni di un esercito di bondholders, per "l'intesità del dolo". Pertanto, nonostante gli imputati siano incensurati, "non si possono concedere le attenuanti generiche tenuto conto anche delle motivazioni che hanno spinto ciascuno di loro al delitto e della condotta contemporanea e susseguente ai fatti contestati che ha dimostrato come se ne siano infischiati dei risparmiatori". Dopo di che gli anni di reclusione conteggiati in base alle aggravanti, alla continuazione e ai reati satellite (ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e concorso in falso dei revisori): 13 per Tanzi, tre anni e mezzo per Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela; cinque anni per Paolo Sciumé e Luciano Silingardi e quattro anni per Enrico Barachini, ex consiglieri indipendenti del gruppo; sei anni per Luca Sala, cinque anni per Luis Moncada e tre anni e mezzo per Antonio Luzi, ex dipendenti di Bank of America e definiti da Greco "giocatori d'azzardo con le carte truccate". Riguardo a Italaudit, 300 mila euro di pena pecuniaria e confisca di 600 mila euro. E se Giampiero Biancolella, uno dei difensori di Tanzi, ha sostenuto che "esiste una discrasia tra le pene che sono state patteggiate e la pena chiesta per Tanzi", e il suo collega Fabio Belloni ha sintetizzato con una battuta "grande imputato grande pena", diverso è stato il parere di Marco De Luca, legale della nuova Parmalat: "Una richiesta così forte e una condanna così forte possono essere un monito severo alle istituzioni finanziarie rispetto al futuro del mondo economico e all'utilizzo di strumenti trasparenti e rispettosi degli interessi dei risparmiatori". Per il prof. Carlo Federico Grosso, che rappresenta il comitato dei circa 32 mila risparmiatori truffati, "le richieste dei pm sono assolutamente coerenti con il contenuto della loro requisitoria in quanto avevano definito gli episodi di aggiotaggio come unici nel panorama della criminalità economica del nostro parese". Non solo. Questa mattina Greco nel suo intervento - in cui tra l'altro ha citato la love story tra Naomi Campbell e il finaziere Marcus Elias, nuovo proprietario di Parmalat Brasile - ha detto che "il crollo della finanza internazionale di questi giorni che ha fatto sparire il settore delle banche d'affari, è la migliore dimostrazione che l'intuizione dei magistrati di Milano e Parma era giusta: le banche erano corresponsabili nel crac di Parmalat, hanno collaborato con false informazioni al mercato, con artifici a tenere in vita un titolo che già da due anni doveva andare in default". Parmalat è stata definita una "gallina dalle uova marce d'oro" e la sua vicenda paragonata a "un brutto film di mafia", dove gli istituti di credito, in particolare Bank of America, sapevano ed erano complici perché hanno "avuto un occasione di guadagno" e perché hanno venduto al gruppo "quelle schifezze di cui parlano i giornali. Quei titoli tossici che erano stati tutti rifilati a Parmalat".

Fonte(Ansa)

FERRO PRODUCE FERRERI, 'GAETANA' IL NUOVO ALBUM.

S'intitolerà Gaetana, come la nonna materna, il nuovo album di inediti di Giusy Ferreri, prodotto da Tiziano Ferro e uscirà il 14 novembre, anticipato dal singolo Novembre, in radio dal 17 ottobre. Ferro e la Ferreri, regina delle hit estive e vincitrice morale di X Factor, lavorano insieme da diversi mesi e si sono fatti intervistare e fotografare insieme, in esclusiva per Tv Sorrisi e Canzoni. "Giusy Ferreri incarna alla perfezione la sensualità italiana. Quella di Silvana Mangano, per intenderci. Per questo all'estero piacerà. Ho fatto sentire il suo singolo a un mio amico dj spagnolo e ne è rimasto davvero colpito", dice Ferro che alla sua pupilla ha donato anche quattro brani inediti e un duetto. "Sono sicuro che anche oltre confine farà impazzire tutti. E in quanti ci proveranno, con lei..." prosegue Ferro. Che aggiunge: "Tra me e Giusy è scattato qualcosa di chimico. Non si può crearlo, o c'é o non c'é. Il fatto, poi, è che le nostre storie hanno molti punti di contatto. Ci siamo dovuti conquistare tutto da soli, per questo non insceniamo i capricci di certe star. Se l'acqua in camerino non è fresca, fa lo stesso. E se non c'é il nostro sushi preferito, pazienza".

Fonte(Ansa)

'MAMMA MIA!' SUBITO AL TOP, BENE ANCHE ZOHAN

Mamma Mia!, la commedia musicale con Meryl Streep e le canzoni degli Abba arriva in Italia e batte tutti: nel primo weekend ha incassato 1.851.134 euro in 400 schermi, secondo i dati Cinetel di stamattina, rappresentativi dell'85% delle sale italiane. Il musical ha scalzato dalla prima posizione La mummia 3, un'altro film Universal, che comunque ha incassato 1.241.000 euro. Molto bene la commedia Zohan con Adam Sandler, agente del Mossad tutto da ridere (sulla scia di Ben Stiller): uscito in 221 sale si è piazzato al terzo posto con una media per schermo appena inferiore a Mamma Mia!. Nonostante polemiche, e dunque pubblicità indiretta, Miracolo a Sant'Anna ha debuttato nel weekend al sesto posto.Mamma Mia! ha superato in Italia ogni record di apertura weekend per un musical. Con 1.851.134 euro di incasso è andato meglio nel primo weekend di altri musical in Italia: Chicago 1.290.000 euro nel 2003; Hairspray 980.000 euro nel 2007; Moulin Rouge 760.000 euro nel 2001 e Across the Universe 160.000 euro nel 2007.

Fonte(Ansa)