martedì 24 giugno 2008

21-06 solstizio d'estate......

... in concomitanza al solstizio d'estate si festeggia il mio compleanno.
Tornano le foto in questo caso fatte da mia moglie Annalisa.
Abbiam cenato tutti assieme dall'Annina punto di ritrovo e rifocillazione del gruppo.
Ringrazio tutti i partecipanti.



Un caloroso saluto a tutti.
Robelli

martedì 17 giugno 2008

Addio a Mario Rigoni Stern

E' morto ieri ad Asiago Mario Rigono Stern; la notizia è stata data solo stasera, a funerali ultimati.

Non sono un critico letterario, nè un giornalista per cui non mi è facile scrivere un vero articolo.
Allora parlo da lettore e tutto mi risulta più facile.
Leggere Rigoni Stern significa leggere di sentimenti, di morte, di lealtà, di natura; tutto senza retorica, senza fronzoli, ma con una semplicità che è al tempo stesso potenza espressiva.
Quando leggi le sue pagine senti freddo, se parla di neve; senti il vento e la pioggia, se parla di tempesta; senti il canto degli uccelli, se parla di boschi.
"Il sergente nella neve" è un capolavoro indiscusso, un'opera che insegna cosa è la scrittura, la narrazione, ma soprattutto un'opera che ha la forza di spiegare cosa è la guerra, il dolore, la morte, senza mai soffermarsi sui corpi, sul sangue o particolari macabri.
La natura domina le sue pagine, silenziosa o scintillante con i suoi suoni, e l'uomo è sempre li ad ascoltarla, perchè è da lei che può capire cosa significa la vita.
Uno scrittore straordinario, un soldato valoroso, un montanaro sincero ed autentico, ma soprattutto un grande e semplice uomo.

Da oggi siamo tutti più poveri.....

domenica 15 giugno 2008

L'ultimo no -1

Ciao a tutti
con un bel pò di emozione da oggi inizio la pubblicazione, a puntate, di un mio vecchio racconto. Nessuna pretesa letteraria, solo la voglia di condividere una passione. Aspetto con trepidazione i vostri commenti.....



L’ultimo no - 1

Martedì 14 gennaio sarebbe stata una giornata infernale, senza dubbio.
Sciopero dei mezzi pubblici, e sciopero significava maggior affollamento, maggior numero di anziani che si lamentavano per le cose più disparate, maggior numero di passeggini tra i piedi, maggior numero di ragazzi con il volume delle cuffie a tutto spiano.
Insomma sciopero significava maggior società, ed io da un bel pò avevo preso ad odiare tutto ciò che della società mi infastidiva, praticamente quasi tutto.
D’altra parte non era solo lo sciopero a rendermi di pessimo umore.
Da un bel pò il rapporto con Laura era in coma profondo.
Ci eravamo conosciuti innamorati eravamo andati a vivere insieme, tutto di un fiato, ma poi dopo l’amore erano emerse le prime incomprensioni e le prime difficoltà.
Lei aveva i suoi difetti: era disordinata, distratta, possessiva, chiacchierona. Insomma aveva i difetti che hanno milioni di persone, solo che io ero ordinato, attento, nient’affatto possessivo e taciturno. Se è vero che gli opposti si attraggono, noi avevamo iniziato a respingerci.
Pensando al nostro rapporto, mi ripetevo che eravamo arrivati a questa fase di agonia perché incompatibili, che a forza di litigare ci saremmo allontanati, ognuno per la sua strada.
Mi ripetevo tutto questo quasi ossessivamente da quando, in uno dei nostri litigi, Laura aveva detto che la nostra vita insieme era mediocre.
Aveva usato proprio quell’aggettivo: mediocre.
In mezzo a milioni di parole che si ascoltano in una vita sono poche quelle che ti pugnalano alle spalle, quando non te lo aspetti, sono poche le parole che bloccano il frastuono dei pensieri, dinanzi alle quali ogni ragionamento inizia a balbettare.
Mediocre era stata una di quelle parole. Da quando Laura l’aveva pronunciata avevo fatto di tutto per non litigare. Temevo che l’avrebbe ridetto, e, al solo pensiero che lei potesse ripetere quel giudizio, avvertivo una fitta allo stomaco, un bruciore improvviso e urticante.
Da sempre, questo dolore fisico mi aveva avvertito di qualcosa che non andava: all’università, quando ad una domanda sentivo di non saper rispondere; al lavoro, quando mi accorgevo che non sarei mai riuscito a consegnare un programma; in giro con gli amici, quando mi avvicinavo ad una ragazza e l’approccio si rivelava ridicolo.
Insomma tutte le volte che mi sentivo incapace.
Non ci volle molto a capire perché la parola mediocre mi provocava quella reazione quasi ancestrale: a essere mediocre ero io, solo io.
Era questo che avvertivo quando pensavo a quelle parole di Laura.
Nel tempo non avevo trovato di meglio che anestetizzare la reazione che quel giudizio provocava in me, sommergerla sotto il pensiero ossessivo che in realtà non eravamo una coppia mediocre ma due persone incompatibili.
Sapevo di mentire, ma sapevo anche che una bugia poteva diventare realtà a forza di ripetersela.

lunedì 2 giugno 2008

Novara JAZZ 2008

Michael Nyman & Evan Parker

Un vecchio piano trovato a Berlino: l'incontro impossibile tra il padre del minimalismo e il mago del fre jazz inglese.



Assieme sullo stesso palco in duo. Quando si dice che nulla e'
impossibile..... Novara jazz fa abbraciare per la prima e forse l'ultima
volta l'alambiccatore del minimalismo per orchestra, il dues ex machina
della musica da film, con il guru del free anglosassone. Michael suona
un piano completamente scassato fatto portare appositamente da Berlino,
Evan sassofonista navigato suona sax tenore e soprano. Una serata di musica intrigante e divertente che ha accomunato le due platee.